DIOCESI

Tutela dei minori: il valore del dialogo interdisciplinare tra istituzioni, scienza e Chiesa Prevenzione, ascolto e responsabilità condivisa al centro del convegno promosso dalla Diocesi: a confronto competenze sanitarie, psicologiche, giuridiche e pastorali per costruire una rete educativa integrata

Un momento del Convegno (foto Carla Secchi)

Prevenzione, formazione, ascolto e responsabilità condivisa sono i pilastri emersi dal convegno “La cultura della tutela dei minori – Prospettive di dialogo interdisciplinare”, ospitato a Cagliari e promosso dal Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. L’iniziativa, coordinata da Maria Luisa Secchi, direttrice dell’Ufficio diocesano delle comunicazioni sociali, ha riunito esperti del mondo sanitario, psicologico, giuridico, accademico e pastorale, offrendo un confronto sulle strategie di protezione di bambini e adolescenti.

Al centro dei lavori è stato l’approccio interdisciplinare, inteso come chiave per leggere in modo integrato i fenomeni di rischio e vulnerabilità che coinvolgono i minori, attraverso il dialogo tra competenze e prospettive differenti.

Ad aprire l’incontro è stato l’arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi, che ha sottolineato come le iniziative promosse dalla Chiesa italiana contribuiscano alla costruzione di una cultura diffusa della prevenzione. «La vera prevenzione è prendersi cura», ha affermato, richiamando l’importanza dei modelli relazionali ed educativi.

Sul piano scientifico, il pediatra e neurologo Enrico Parano, responsabile dell’IRIB-CNR di Catania, ha illustrato le attività di ricerca dell’istituto su abusi e maltrattamenti ai minori, evidenziando il ruolo centrale della formazione rivolta a medici, studenti e insegnanti, oltre alla necessità di campagne di sensibilizzazione.

In ambito psicologico, la professoressa Laura Vismara, psicologa clinica all’Università degli Studi di Cagliari e presidente dell’Associazione Italiana per la Salute Mentale Infantile, ha ribadito l’importanza di un approccio integrato alla prevenzione del trauma, fondato sulla collaborazione tra famiglia, scuola e servizi territoriali.

Sul piano giuridico, il consigliere della Corte d’Appello di Cagliari Giovanni Lavena ha richiamato l’esigenza di mantenere equilibrio tra la tutela delle vittime e le garanzie fondamentali del processo penale, in particolare la presunzione di innocenza e il diritto alla difesa.

Il presidente regionale dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna, Tullio Garau, ha evidenziato l’aumento del disagio tra adolescenti e giovani adulti, sottolineando la centralità della prevenzione. La garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Anna Cau, ha invece rilanciato il concetto di “comunità educante”, fondata su una responsabilità condivisa e continuativa.

Dal mondo ecclesiale è arrivato l’invito a tradurre i principi in pratiche concrete. La responsabile del Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, Silvia Cocchiara, insieme ai direttori degli uffici diocesani impegnati nell’ambito educativo, ha richiamato l’importanza di costruire reti di ascolto capaci di intercettare precocemente situazioni di disagio, valorizzando il ruolo degli oratori e degli spazi educativi come luoghi fondamentali di crescita e protezione.

Dal confronto è emersa una linea condivisa: la tutela dei minori non può essere affidata a un singolo attore o a una sola disciplina, ma richiede un’alleanza stabile tra istituzioni e competenze diverse. Solo un dialogo continuo tra ambito sanitario, psicologico, giuridico, accademico e pastorale può contribuire a costruire una cultura della prevenzione solida e duratura.


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