Fondazione San Saturnino, stipendi in ritardo: «Il primo pensiero va ai lavoratori e alle loro famiglie» Don Marco Lai chiarisce la situazione: «Siamo profondamente dispiaciuti per i disagi sofferti dai lavoratori». In pagamento la mensilità di luglio, mentre la Fondazione attende oltre un milione di euro per le attività svolte

«Provo un profondo dispiacere per la situazione che si è creata; non posso che rinnovare la vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie». Da queste parole di don Marco Lai, presidente della Fondazione San Saturnino Onlus, collegata alla Caritas diocesana di Cagliari, parte la volontà di fare chiarezza sul mancato pagamento degli stipendi relativi ai mesi di luglio e agosto.

Al termine di una riunione tenuta oggi con la FP CGIL di Cagliari, con la partecipazione della FP CGIL Sardegna, don Lai ha ribadito che la Fondazione non intende affatto minimizzare quanto accaduto, anche perché «sappiamo che, dietro ogni stipendio, ci sono persone, famiglie, impegni e spese da affrontare. I diritti dei lavoratori per noi sono al primo posto e stiamo compiendo uno sforzo molto importante per recuperare il ritardo».

Le persone coinvolte sono oltre 80 e operano nei diversi servizi della Fondazione, tra cui mense, residenze notturne per le persone più fragili e unità di strada per i senza dimora. Proprio in questi giorni la Fondazione, come ribadito anche dalla FP CGIL in comunicato, sta procedendo al pagamento della mensilità di luglio; resterà poi da corrispondere quella di agosto.

Il ritardo dipende dal mancato arrivo dei trasferimenti previsti dalle convenzioni: si tratta di oltre un milione di euro relativi alle attività svolte e alle co-progettazioni con gli Enti pubblici, in particolare quelli locali. La cifra aiuta a comprendere l’origine della difficoltà finanziaria: la Fondazione ha continuato a garantire i servizi e a sostenerne i costi, mentre una parte consistente delle somme attese non è ancora materialmente disponibile. Anche la FP CGIL, come si legge nel comunicato diffuso al termine dell’incontro, è tornata su questo aspetto, definendo l’occasione «utile per prendere atto delle criticità generate dalle nuove procedure di rendicontazione introdotte dal Ministero dell’Interno per i pagamenti relativi alle attività di accoglienza, nonché per le modalità derivanti dalla gestione di interventi, per conto di alcuni Comuni, in regime di coprogettazione».

Il dialogo con i sindacati

La tutela dei lavoratori è rimasta comunque in primo piano, come dimostra il dialogo mai interrotto negli anni con le organizzazioni sindacali, di cui l’incontro di oggi, 22 settembre, è testimonianza. Dal confronto è emerso un clima costruttivo e una valutazione condivisa del disagio provocato alle lavoratrici e ai lavoratori. «La CGIL – riferisce don Lai – ha ritenuto le informazioni fornite dalla Fondazione idonee a rassicurare sulla corretta presa in carico della criticità e sull’impegno a superarla. Inoltre, ha collocato la vicenda in una questione più generale, che riguarda le difficoltà del settore dell’accoglienza e della tutela delle persone fragili, insieme ai problemi organizzativi, amministrativi e finanziari che segnano i rapporti tra le Pubbliche amministrazioni e le realtà del Terzo settore». Tra le righe del comunicato diffuso dal sindacato al termine dell’incontro si legge che «la FP CGIL ha dovuto prendere nota, nel corso di questi mesi ed anche in questi giorni, di prese di posizione di vari soggetti, che hanno ritenuto utile intervenire sui social media sulla gestione della Fondazione San Saturnino, dalle quali la FP CGIL prende totalmente le distanze, ribadendo la sostanziale correttezza delle relazioni sindacali esistenti in questo ambito, pur in un quadro di evidenti difficoltà».

Si è concordato un nuovo incontro, entro ottobre, per riesaminare la situazione.

Servizi che non possono fermarsi

Non è la prima volta che la Fondazione si trova a rispondere a situazioni straordinarie o a nuove necessità sociali. Don Lai ricorda, tra gli altri, l’accoglienza delle famiglie afghane dopo la crisi in Afghanistan e, in seguito, l’impegno legato alla guerra in Ucraina: in entrambi i casi le fu chiesto di mettere a disposizione strutture, personale e competenze per rispondere alle emergenze.

È in questa logica di servizio, sottolinea il presidente, che va letto anche lo sforzo attuale: continuare a garantire le attività rivolte alle persone fragili e, allo stesso tempo, recuperare il ritardo nei confronti dei lavoratori.

Da qui anche un richiamo alla responsabilità degli Enti coinvolti: rispettare la puntualità nel trasferimento delle risorse necessarie a garantire servizi che, nel frattempo, non si interrompono.

Scheda

La Fondazione San Saturnino Onlus è impegnata da anni nella gestione di servizi e interventi rivolti soprattutto alle persone in condizioni di povertà e fragilità. Una parte significativa di queste attività viene realizzata attraverso la co-progettazione con gli Enti pubblici, in particolare quelli locali: una modalità con cui la Fondazione ha messo negli anni competenze, strutture e personale al servizio del territorio, mantenendo come finalità prioritaria l’accompagnamento delle persone più vulnerabili. È inoltre ciò che distingue questo tipo di intervento dalla partecipazione a gare in concorrenza con cooperative sociali e altri soggetti nati specificamente per l’erogazione di servizi. «La Fondazione – spiega don Lai – si è caratterizzata in tutti questi anni per uno spirito di servizio nel territorio in favore dei poveri, attraverso la co-progettazione con gli Enti locali».

Il meccanismo comporta però che la Fondazione anticipi le spese necessarie a garantire la continuità delle attività, utilizzando anche risorse proprie e quelle messe a disposizione dalla Chiesa, in attesa dei trasferimenti convenzionati.

«Le attività della Fondazione – conclude don Lai – consistono principalmente in interventi di co-progettazione e collaborazione con la Pubblica Amministrazione. Tali interventi sono sostenuti da contributi e provvidenze pubblici; poiché il rimborso di queste somme avviene solo a seguito della rendicontazione delle spese, la Fondazione deve provvedere all’anticipazione finanziaria di tutti i costi sostenuti».


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