Mobilità Sanitaria

A Genova apre «La Banchina che non c’è»: il primo Centro Servizi italiano per i pazienti in mobilità sanitaria Il presidio, gratuito e di prossimità, è dedicato alle persone che si spostano per cure sanitarie e sarà operativo da lunedì 8 giugno

(foto Ufficio stampa ass. Viaggi per la salute)

È stato inaugurato sabato 6 giugno, in Largo della Zecca 3-4R nel centro storico di Genova, il Centro Servizi per la Mobilità Sanitaria «La Banchina che non c’è», primo presidio stabile in Italia dedicato ai pazienti in mobilità sanitaria. Il Centro, patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Nuoro, nasce da un progetto di S.V.S. Viaggi per la Salute ODV e sarà operativo dal 8 giugno.

L’associazione, nata a Nuoro nel 2021, è la prima in Italia a occuparsi in modo strutturato di migrazione sanitaria. Il Centro è stato realizzato in un locale del Comune di Genova assegnato tramite bando pubblico nel 2023.

La cerimonia, aperta dal Presidente e fondatore Renato Pischedda, si è svolta alla presenza di istituzioni, volontari e realtà del terzo settore. In rappresentanza della Sindaca è intervenuta la Presidente del Municipio, Simona Cosso, che ha espresso interesse per l’iniziativa.

Hanno partecipato anche rappresentanti della rete nazionale A Casa Lontani da Casa. «Da oggi i pazienti non sono più soli: avranno supporto nelle pratiche e accompagnamento concreto», ha dichiarato Pischedda.

Un ringraziamento è stato rivolto all’Associazione Robby nel Cuore per il sostegno, al Centro Immagini Diagnostiche di Nuoro, al Rotary Club di Nuoro e all’A.I.S. Sardegna.

Il progetto nasce nel 2021 con la marcia “700mila Passi”, che ha favorito l’incontro con diverse realtà del volontariato. Si inserisce inoltre nel percorso di proposte legislative nazionali e regionali sulla mobilità sanitaria.

Il Centro sarà aperto tre giorni a settimana e offrirà accoglienza, orientamento e supporto per le pratiche di rimborso previste dalla normativa vigente. Sarà inoltre attivo un Osservatorio sulla Migrazione Sanitaria con raccolta di dati anonimizzati a fini di studio e tutela dei pazienti.

Secondo la Fondazione GIMBE, ogni anno oltre 20.000 sardi si spostano per cure fuori regione, con una spesa superiore ai 100 milioni di euro a carico delle famiglie; a livello nazionale i pazienti in mobilità sanitaria sono circa un milione l’anno.


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