DIALOGO

«Ponti di carta e cultura»: Cagliari e il Mediterraneo come spazio di dialogo Alla MEM un incontro su cooperazione, accoglienza e cultura della pace per costruire relazioni tra le due sponde del Mediterraneo

Il Mediterraneo come spazio di cooperazione, dialogo e crescita condivisa è stato al centro dell’incontro “Ponti di carta e cultura. Cagliari per il dialogo nel Mediterraneo”, ospitato alla MEM – Mediateca del Mediterraneo di Cagliari.

L’appuntamento si inserisce nel più ampio progetto “Cagliari città della pace e del dialogo nel Mediterraneo”, promosso dall’amministrazione comunale con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della città come luogo di incontro tra culture e popoli dell’area mediterranea.

Tra gli interventi, quello del consigliere comunale Davide Carta e del direttore Caritas don Marco Lai, che ha ribadito la necessità di leggere il Mediterraneo non come una frontiera, ma come uno spazio di connessione tra popoli, culture e religioni.

«Il Mediterraneo non deve essere considerato un confine, ma un ponte tra popoli, culture e religioni – ha detto il direttore Caritas –. Oggi più che mai siamo chiamati a promuovere una cultura dell’incontro e della fraternità, capace di superare paure, divisioni e chiusure identitarie».

Nel corso del dibattito è stato evidenziato come le esperienze di accoglienza possano trasformarsi in opportunità di crescita per le comunità locali. Comuni, parrocchie, associazioni e cittadini, è stato ricordato, hanno già dimostrato come la solidarietà concreta possa generare relazioni durature e inclusive.

Ampio spazio anche al tema del dialogo interreligioso, indicato come strumento essenziale per la costruzione della pace e della convivenza.  «La diversità non rappresenta una minaccia, ma una risorsa – ha ricordato il direttore Caritas –. Solo attraverso rispetto reciproco, ascolto e incontro è possibile costruire comunità più aperte e trasformare il Mediterraneo in uno spazio di pace, cooperazione e speranza».

Durante l’incontro è stato inoltre approfondito il ruolo della Regione Sardegna nel programma di cooperazione Interreg Next Med. La direttrice generale del programma Giovanna Medde ha ricordato come, negli ultimi vent’anni, siano stati investiti circa 700 milioni di euro nei territori dell’area mediterranea, finanziando circa 300 progetti e coinvolgendo circa 2.500 organizzazioni.

Il programma, finanziato dall’Unione europea e gestito dalla Regione dal 2007, coinvolge oggi 15 Paesi delle due sponde del Mediterraneo e sostiene iniziative nei settori dell’ambiente, del welfare, dell’innovazione e della competitività delle imprese. Ogni progetto prevede la collaborazione tra almeno un’organizzazione della sponda nord e una della sponda sud.

Tra i risultati dell’ultima programmazione figurano interventi per l’efficienza energetica, la gestione sostenibile delle risorse idriche, il turismo sostenibile e il sostegno alle imprese. Il dato più significativo, riguarda però il rafforzamento delle relazioni tra territori e comunità: «Abbiamo contribuito a sviluppare una cultura della cooperazione tra persone e organizzazioni provenienti da contesti culturali, storici e sociali profondamente diversi» ha aggiunto la Medde.

Un ulteriore focus dell’incontro ha riguardato il ruolo delle biblioteche nella promozione della cultura della pace. Il bibliotecario della MEM, Pasquale Mascia, ha sottolineato come la biblioteca non sia un semplice deposito di libri, ma un’istituzione attiva nella società. «La biblioteca non è un semplice deposito di libri – ha affermato – ma un’istituzione attiva nella società. Deve contribuire alla costruzione della pace, della convivenza e della partecipazione civica. Non basta conservare i testi: occorre fornire strumenti critici per orientarsi tra informazioni corrette e contenuti distorti o ideologici».

Mascia ha inoltre evidenziato il ruolo del bibliotecario come professionista dell’informazione, chiamato a facilitare l’accesso alla conoscenza e a promuovere processi culturali e sociali. Le biblioteche, ha concluso, possono diventare luoghi di incontro e dialogo tra comunità diverse, contribuendo alla riduzione dei conflitti e alla crescita collettiva.


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