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Coldiretti Donne Cagliari: più istruzione ma ancora disparità nel lavoro La tappa regionale ospitata a Cagliari mette in evidenza le difficoltà che le donne continuano a incontrare nel lavoro e nella carriera

Donne più istruite e qualificate, ma ancora penalizzate nel lavoro, nelle retribuzioni e nelle opportunità di carriera. È il quadro emerso dalla quarta e penultima tappa del percorso regionale di Donne Coldiretti, ospitata oggi all’Archivio di Stato di Cagliari e dedicata al tema del divario di genere.

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato imprenditrici provenienti da tutta la Sardegna, Vania Statzu, direttrice scientifica di Iares, ha illustrato i dati sulla condizione femminile nell’Isola. Nonostante livelli di istruzione superiori rispetto agli uomini, il tasso di occupazione femminile si ferma al 54,7%, contro il 69% maschile e il 58% della media nazionale femminile.

A pesare sono soprattutto precarietà e part-time involontario, che interessa oltre una donna su cinque. Resta inoltre significativo l’impatto della maternità: ogni 100 donne senza figli occupate, lavorano soltanto 71 madri.

In questo contesto, l’agricoltura si conferma uno dei principali settori dell’imprenditoria femminile: il 22% delle imprese guidate da donne opera infatti nel comparto agricolo.

«I dati mostrano che esistono ancora divari importanti, ma raccontano anche una realtà femminile preparata, dinamica e capace di creare valore», ha sottolineato la responsabile provinciale di Donne Coldiretti Cagliari, Elisabetta Secci. Per la coordinatrice regionale Maria Gina Ledda, il percorso promosso da Donne Coldiretti conferma «la crescente partecipazione delle donne e il loro ruolo nello sviluppo delle comunità e dell’agricoltura sarda».


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