Sanità

Sanità sarda, estate ad alto rischio: stop ai medici a gettone e nuove denunce dagli ospedali Domani la fine dei contratti dei cosiddetti gettonisti. A Nuoro gravi disservizi segnalati pazienti nei corridoi

La sanità sarda si prepara ad affrontare l’estate in uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Da un lato incombe la scadenza dei contratti dei medici a gettone impiegati nei pronto soccorso, dall’altro continuano ad arrivare segnalazioni sulle difficili condizioni in cui operano alcuni dei principali ospedali dell’Isola.

Due vicende diverse ma strettamente collegate, che riportano al centro del dibattito la cronica carenza di personale e le difficoltà organizzative del sistema sanitario regionale proprio mentre la popolazione è destinata ad aumentare sensibilmente con l’arrivo dei turisti.

Domani, 30 giugno, segna infatti la fine dei contratti dei cosiddetti gettonisti. In assenza di un provvedimento straordinario della Regione, diversi pronto soccorso rischiano di ridurre l’attività o addirittura sospenderla.

Secondo il Coordinamento dei comitati per la difesa della salute sarebbero undici i presidi in maggiore sofferenza, con criticità particolarmente evidenti a Tempio, Olbia, Oristano, Sorgono e Muravera. La situazione più delicata riguarda la Gallura, dove durante luglio e agosto la popolazione in alcune località turistiche arriva a raddoppiare, facendo crescere in maniera esponenziale anche gli accessi ai servizi di emergenza.

La Direzione generale della Sanità ha confermato alle Aziende sanitarie che il ricorso ai contratti di affidamento esterno per la gestione dei pronto soccorso cesserà il 30 giugno, in applicazione della normativa nazionale, precisando di non poter autorizzare proroghe amministrative. Sul tavolo resta però la possibilità di un’ordinanza urgente della presidente della Regione Alessandra Todde, già annunciata nelle scorse settimane come eventuale strumento straordinario per garantire la continuità dei servizi essenziali durante il periodo estivo.

La vicenda ha acceso il confronto politico. La Cgil, con il segretario Fausto Durante, denuncia una mancata programmazione e sostiene che il problema fosse noto da tempo senza che venissero predisposte soluzioni alternative. Le opposizioni parlano invece di promesse non mantenute.

Per il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca, dopo oltre due anni di governo la maggioranza avrebbe dovuto predisporre un piano capace di sostituire il sistema dei gettonisti. Dello stesso tenore le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu, che chiede alla presidente Todde di assumersi direttamente la responsabilità delle decisioni sui presidi in difficoltà.

Mentre il dibattito politico resta aperto, da Nuoro arriva una nuova denuncia che fotografa le difficoltà vissute quotidianamente negli ospedali. L’ex parlamentare Roberto Capelli ha diffuso una fotografia, pubblicata sul quotidiano «L’Unione Sarda» che, secondo quanto riferisce, mostra un paziente ricoverato su un letto sistemato in un corridoio dell’ospedale San Francesco. L’immagine accompagna un duro intervento con cui denuncia reparti soffocanti, temperature elevate e familiari costretti a portare ventilatori da casa per cercare di alleviare il caldo nelle stanze di degenza.

Secondo Capelli il problema non riguarda soltanto il disagio climatico, ma anche la progressiva perdita di personale medico. «Il San Francesco – racconta – si sta svuotando. Ma non di pazienti. Di medici».

L’ex parlamentare ha inoltre annunciato di aver presentato un esposto ai Nas e allo Spresal chiedendo verifiche sulle condizioni di ricovero e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. «Non chiedo favori per Nuoro, chiedo dignità per Nuoro», conclude, invitando le istituzioni a verificare personalmente quanto accade nei reparti.

L’emergenza dei pronto soccorso e la situazione denunciata al San Francesco rappresentano così le due facce della stessa crisi. Da una parte la difficoltà di garantire la copertura dei servizi di emergenza dopo lo stop ai medici a gettone, dall’altra le criticità che continuano a interessare gli ospedali già alle prese con carenze di personale, sovraffollamento e condizioni logistiche spesso al limite.

Con l’inizio della stagione turistica e l’aumento della domanda di assistenza sanitaria, le prossime settimane saranno decisive per capire se le misure annunciate dalla Regione saranno sufficienti a evitare una nuova estate di emergenza.


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