
Questa mattina, nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni della città e della diocesi di Roma, il Santo Padre Leone XIV ha presieduto la Santa Messa durante la quale ha benedetto e imposto il Pallio a 35 nuovi arcivescovi metropoliti.
Tra questi figurano tre italiani: l’arcivescovo di Sassari, Francesco Antonio Soddu; l’arcivescovo di Benevento, Michele Autuoro; e l’arcivescovo di Gorizia, Giampaolo Dianin.
Nel corso dell’omelia, il Santo Padre ha invitato i fedeli a guardare alla testimonianza dei Santi Pietro e Paolo: «È importante per noi oggi guardare a questi due Santi, Pietro e Paolo, per capire come essere a nostra volta apostoli e costruttori di unità, servitori generosi della verità e della carità».
Il Pontefice ha poi proseguito: «Queste fasce di lana bianca, ornate da croci, esprimono l’impegno di ogni pastore, ma anche di ogni cristiano, a prendere sulle proprie spalle i fratelli e le sorelle affidati, come altrettanti agnelli del gregge del Signore, e a sacrificare per loro energie, tempo, fatica e anche la vita, perché a tutti giunga il Vangelo e il mondo intero trovi in esso armonia e concordia».
I palli sono rimasti fino al termine dell’omelia sotto l’altare della Confessione, nei pressi della tomba dell’Apostolo Pietro. Successivamente sono stati prelevati e portati all’altare da quattro diaconi, tra i quali il sassarese Andrea Usai, che li hanno presentati al Santo Padre per la benedizione e l’imposizione ai nuovi metropoliti, affinché li indossino entro i confini della loro provincia ecclesiastica.
Nella sua forma attuale, il pallio si presenta come una stretta fascia di tessuto, larga circa cinque centimetri, realizzata in lana di agnello, con due estremità nere che ricadono sul petto e sulla schiena e sei croci nere.
Il pallio richiama simbolicamente la pecora portata sulle spalle dal Buon Pastore, che se ne prende cura e al contempo Cristo, Agnello crocifisso per la salvezza dell’umanità. In questo senso rappresenta la missione pastorale del vescovo e, per gli arcivescovi metropoliti, è anche segno della giurisdizione loro conferita in comunione con la Sede Apostolica.
di Leonardo Piras
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