Sanità

Sanità, Cisl Sardegna: «Dialogo più strutturato con la Regione, ora servono risultati concreti» A dieci mesi dalla firma dell'accordo è possibile tracciare un primo bilancio

Prosegue il confronto tra la Regione Sardegna e le organizzazioni sindacali nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto il 4 agosto 2025. Al centro dell’ultimo incontro i temi della sanità, con particolare attenzione al rafforzamento degli organici, alle Case di comunità e agli interventi necessari per migliorare l’assistenza ai cittadini.

Per il segretario generale della Cisl Sardegna, Pierluigi Ledda, ospite dei microfoni di Radio Kalaritana, a dieci mesi dalla firma dell’accordo è possibile tracciare un primo bilancio. «Il dialogo con la Regione è diventato più strutturato e questo rappresenta un elemento importante. Un sistema sanitario complesso come quello sardo può essere governato soltanto attraverso il confronto e la partecipazione. Il metodo è stato definito, ma ora i cittadini si aspettano che gli impegni si traducano in risultati concreti».

Secondo il segretario, la qualità del servizio sanitario viene misurata dai cittadini nella quotidianità. «Le persone giudicano la sanità non dalle delibere o dai programmi, ma dai tempi di attesa per una visita, dalla possibilità di trovare un medico di famiglia, dalla qualità dell’assistenza e dal funzionamento dei pronto soccorso».

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati gli indicatori individuati dal protocollo. «Abbiamo registrato piccoli miglioramenti che indicano una direzione positiva – spiega Ledda – ma occorre insistere. I prossimi mesi saranno decisivi, anche in vista della stagione estiva, quando il sistema sanitario sarà sottoposto a un maggiore carico di lavoro».

Tra gli aspetti ritenuti più significativi vi è il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pnrr per la realizzazione delle Case di comunità, degli Ospedali di comunità e per gli interventi di digitalizzazione. «Fino a pochi mesi fa la Sardegna era molto lontana dai target previsti – osserva il segretario della Cisl – mentre oggi questi obiettivi sono stati raggiunti, un risultato importante anche nel confronto con altre regioni».

Resta però centrale il tema del personale. «Sono stati avviati i percorsi per i concorsi e per il rafforzamento degli organici – afferma Ledda – ma sarà necessario introdurre anche strumenti di incentivazione per rendere più attrattive le sedi disagiate e le unità operative dove è più difficile reperire professionisti».

Gli incentivi, precisa la Cisl, dovranno essere definiti attraverso la contrattazione aziendale, evitando disparità di trattamento tra i lavoratori. Parallelamente prosegue il confronto sul tema delle retribuzioni del personale sanitario.

«È fondamentale – conclude Ledda – rafforzare il sistema sanitario pubblico. Per farlo bisogna ridurre il divario retributivo tra sanità pubblica e privata, rendendo il servizio pubblico più competitivo e capace di trattenere medici, infermieri e operatori sanitari».


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