
Si concludono domani (domenica 5 luglio 2026) le celebrazioni per il Centenario della dedicazione della Basilica di Bonaria. Sono stati mesi intensi, vissuti con una straordinaria partecipazione del popolo di Dio. I Vescovi delle diocesi della Sardegna hanno celebrato insieme alle loro comunità; il Cardinale Matteo Zuppi, il 24 aprile, ha presieduto una celebrazione segnata da una forte invocazione per la pace; nei mesi successivi vicarie, parrocchie e le diverse realtà pastorali della diocesi – dai giovani alle famiglie, fino alla pastorale della salute – sono salite al colle di Bonaria per affidare a Maria la propria vita e il proprio servizio.
La giornata conclusiva sarà caratterizzata dalla tradizionale processione verso il porto insieme al simulacro della Madonna. Sarà anche l’occasione per rendere omaggio ai caduti del mare, della terra e del cielo, alle vittime di tutte le guerre e a quanti hanno perso la vita. Un gesto che invita a rileggere questi mesi come espressione del bisogno che ogni uomo porta nel cuore: incontrare Dio attraverso il volto materno di Maria, giunta sulle coste di Cagliari dopo il naufragio che, secondo la tradizione, si placò per sua intercessione.
Quel mare, che spesso appare come luogo di paura e di incertezza, può essere guardato con occhi diversi. Non è soltanto il luogo del caos o del pericolo, ma il luogo nel quale Dio opera e mette in comunicazione gli uomini. L’approdo inatteso della Madonna a Bonaria continua a parlare anche al presente: Maria raggiunge l’umanità dentro le sue tempeste e porta sempre con sé il Figlio, vera speranza del mondo.
In questi stessi giorni Papa Leone XIV è presente a Lampedusa, Isola che conosce il dramma delle migrazioni ma anche la speranza di tanti uomini e donne che affrontano il Mediterraneo alla ricerca di una vita migliore. Richiamando le parole pronunciate dal Pontefice durante il viaggio alle Canarie – «Che mondo è quello che stiamo costruendo, dove si rischia la vita per avere un futuro di felicità?» – la riflessione invita a collegare idealmente questi due mari, quello di Bonaria e quello di Lampedusa.
Ricevendo la misericordia della Madonna siamo chiamati a guardarci gli uni gli altri con la stessa misericordia. Così i mari della nostra esistenza, con le loro tempeste e le loro prove, non avranno mai l’ultima parola sul destino dell’uomo. Rimarrà sempre aperta la possibilità di tracciare una strada di comunione, di bene, di verità e di giustizia.
di Giuseppe Baturi
+Arcivescovo
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