
Il Cpr di Monastir
Il caso del Cpa e dell’hotspot di Monastir approda sui tavoli istituzionali regionali e nazionali. Lunedì sera il Consiglio comunale si è spostato da via Progresso a Cagliari per un confronto con la prefetta Paola Dessì, i rappresentanti della Regione, della Città metropolitana, del Governo e i vertici provinciali delle forze dell’ordine.
L’incontro, richiesto da tutti i gruppi consiliari, aveva l’obiettivo di ottenere risposte sulle conseguenze della presenza delle due strutture di accoglienza e trattenimento sul territorio comunale. La sindaca Paola Ugas ha ribadito la necessità di un maggiore coinvolgimento dello Stato, sottolineando come una funzione di interesse nazionale non possa ricadere esclusivamente su una piccola comunità.
«Il Cpa e l’hotspot svolgono un ruolo nazionale e non possono scaricare il loro peso solo su Monastir – ha spiegato la prima cittadina –. La paura e la percezione di insicurezza esistono, aumentano le segnalazioni e alcuni cittadini stanno modificando le proprie abitudini».
Durante il confronto sono state avanzate richieste precise: maggiore sicurezza, più decoro urbano, manutenzione del territorio, gestione dei servizi e sostegni economici per le attività e i lavoratori coinvolti dalle ricadute della presenza delle strutture.
Tra le proposte anche il riconoscimento formale di Monastir come Comune interessato da una funzione di rilievo nazionale, così da poter accedere a risorse aggiuntive per affrontare i maggiori costi legati alla sicurezza e all’impatto sociale.
«Il rischio è che la paura si trasformi in rabbia e tensione sociale – ha aggiunto Ugas –. Nessuno vuole arrivare a quel punto. Monastir non può essere lasciata sola».
Dal tavolo sono emersi alcuni impegni: una fermata Arst dedicata, un maggiore supporto nella gestione dei trattamenti sanitari obbligatori, formazione per il personale comunale e l’avvio di percorsi di mediazione culturale e linguistica.
Soddisfazione è stata espressa dai gruppi consiliari, che hanno sottolineato il valore del documento unitario presentato dalle forze politiche. «Per la prima volta – ha dichiarato Alessio Marotto, capogruppo di Monastir è Adesso – abbiamo rappresentato insieme tutte le posizioni. Ora chiediamo che gli impegni assunti vengano rispettati».
Anche il gruppo Monastir Bene Comune ha definito l’incontro un primo passo importante, ribadendo però la necessità di più controlli, maggiore presenza sul territorio e verifiche all’interno delle strutture.
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