
La manifestazione a Porto Torres (foto pagina FB Cgil sarda)
La Cgil ha inviato una diffida formale alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la mancata convocazione della cabina di regia prevista dal protocollo sulla chimica verde, sottoscritto nel maggio 2011 e successivamente recepito, nel 2022, da una legge nazionale.
La comunicazione, trasmessa tramite posta elettronica certificata, è stata inviata subito dopo l’assemblea dei lavoratori convocata nel pomeriggio all’esterno della mensa dello stabilimento di Porto Torres. Al centro della protesta, il mancato rispetto degli impegni assunti per la riconversione del polo petrolchimico in un hub dedicato alla chimica verde.
«La pazienza è finita. Tutte le iniziative, le mobilitazioni – ha dichiarato il segretario della Cgil Sardegna, Fausto Durante – e le sollecitazioni promosse dal sindacato, a ogni livello, per ottenere l’attuazione degli impegni sulla riconversione del petrolchimico sono rimaste senza risposta».
La diffida, firmata dalle strutture regionali e territoriali della Cgil di Sassari e trasmessa per conoscenza anche alle istituzioni regionali e locali che sottoscrissero il protocollo, è stata condivisa e approvata dalla Cgil nazionale, presente a Porto Torres con il coordinatore delle politiche industriali Michele Azzola.
«Da tempo – ha affermato Azzola – denunciamo le scelte industriali di Eni, che riteniamo sbagliate e che, nel silenzio del Governo, stanno contribuendo all’uscita dell’Italia dal settore della chimica. Quanto sta accadendo a Porto Torres rappresenta un ulteriore segnale di disimpegno da parte dell’azienda, una situazione che il Governo non può continuare a ignorare».
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