I disservizi

Blackout nel Sulcis, la Cgil: «La situazione è ormai insostenibile» Le interruzioni della fornitura di energia, protratte per ore, causano pesanti disagi ai cittadini, mettendo in difficoltà le attività economiche

La centrale Enel di Portovesme | Foto Regione Sardegna

Cresce la protesta per i continui blackout che da settimane interessano decine di comuni del Sulcis Iglesiente e della Sardegna sud-occidentale. Dopo la presa di posizione di Anci Sardegna e dell’Unione dei Comuni del Sulcis, anche la Filctem Cgil Sardegna Sud Occidentale denuncia una situazione «oltre il livello della tollerabilità» e chiede interventi immediati per mettere in sicurezza la rete elettrica.

Secondo il sindacato, le interruzioni della fornitura di energia, spesso protratte per diverse ore, stanno causando pesanti disagi ai cittadini, mettendo in difficoltà le attività economiche e creando rischi per le persone più fragili. «Le amministrazioni locali e il sindacato sono rimasti soli ad affrontare le emergenze e le proteste dei cittadini, senza ricevere risposte adeguate dai gestori della rete», si legge nella nota.

La Filctem punta il dito contro quella che definisce una gestione inadeguata del servizio, accusando i gestori di privilegiare gli equilibri finanziari rispetto agli investimenti necessari per la manutenzione e il potenziamento dell’infrastruttura elettrica.

Il sindacato richiama l’attenzione anche sulle condizioni di lavoro del personale impegnato negli interventi. I tecnici, sottolinea la Cgil, sono chiamati a operare con turni straordinari e continui spostamenti da un territorio all’altro per far fronte alle emergenze, finendo spesso per diventare il bersaglio del malcontento dei cittadini. Una situazione che, oltre a mettere sotto pressione gli operatori, rischia di comprometterne la sicurezza.

Per la Filctem l’instabilità della rete rappresenta inoltre un grave ostacolo allo sviluppo del territorio, scoraggiando nuovi investimenti e indebolendo le prospettive di rilancio industriale del Sulcis Iglesiente e dell’intera Sardegna.

Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato, con l’istituzione di un tavolo istituzionale permanente, interventi urgenti sulla rete e un piano di assunzioni che rafforzi gli organici, garantendo maggiore continuità del servizio e migliori condizioni di sicurezza per lavoratori e cittadini.


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