
Frena l’export manifatturiero della Sardegna, con le tensioni geopolitiche che iniziano a pesare sulle vendite delle imprese isolane all’estero. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati Istat, che confronta l’ultimo trimestre del 2025 con il primo del 2026.
Il calo più marcato riguarda le esportazioni verso gli Stati Uniti, diminuite del 47,9 per cento, contro una crescita nazionale dell’1,7 per cento. In forte contrazione anche le vendite verso il Medio Oriente, con un -35,5 per cento, quasi il doppio rispetto alla media italiana del -18,1 per cento.
In difficoltà anche il mercato tedesco: l’export manifatturiero sardo è diminuito dell’11,5 per cento, contro il -4,4 per cento nazionale. Particolarmente pesante il dato delle piccole e medie imprese sarde, con una riduzione delle vendite verso la Germania del 64,6 per cento.
Secondo il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni, conflitti, costi energetici, trasporti più cari e maggiore incertezza stanno mettendo sotto pressione le imprese. L’associazione chiede quindi sostegni all’internazionalizzazione e una maggiore diversificazione dei mercati, per evitare arretramenti del Made in Sardegna sui mercati esteri.
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