
A 122 anni dall’eccidio di Buggerru, i sindacati sardi rilanciano il tema della sicurezza sul lavoro e della qualità dello sviluppo.
Nei primi sei mesi del 2026 sono state otto le vittime di incidenti sul lavoro in Sardegna, una in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Dal convegno di Buggerru, il segretario regionale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda, ha indicato prevenzione, formazione e controlli come priorità. «Bisogna arrivare prima dell’incidente», ha detto.
La segretaria generale della CGIL Sardegna, Simona Fanzecco, ha chiesto alla Regione di prorogare l’ordinanza contro i lavori all’aperto nelle ore più calde, scaduta il 31 agosto, e di dare piena attuazione al Patto di Buggerru.
Nel giorno della commemorazione è intervenuta anche la segretaria generale della UIL Sardegna, Fulvia Murru, che ha ricordato il sacrificio dei minatori uccisi nel 1904. «Il nostro impegno deve partire da Buggerru, ma non fermarsi qui», ha detto, richiamando la necessità di maggiore sicurezza e salari adeguati. «Il profitto non vale una vita umana».
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