
Il Consiglio regionale ha dato il via libera all’unanimità alla prima legge in Italia sulla tutela dei minori con diabete di tipo 1. Nel biennio 2026-2027, la Regione ha messo a disposizione 1,2 milioni di euro con l’obiettivo di costruire una rete regionale in grado di accompagnare i minori nella vita scolastica, sportiva e sociale, anche grazie alla formazione delle professionalità sul tema. La legge nasce dall’unificazione di due proposte presentate nel 2025, una di maggioranza e una di opposizione, ed era stata approvata all’unanimità dalla Sesta commissione lo scorso luglio.
«Sono felice che su certi temi come quello appunto del diabete – spiega Michele Ciusa, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio regionale, ai microfoni di Radio Kalaritana – non ci siano colori politici ma che si possa parlare di un risultato per il bene di tutti. Era importante normare un bisogno delle famiglie sarde, che ora si è trasformato in un diritto. Da oggi ci sarà una formazione permanente degli insegnanti, del personale scolastico o extra-scolastico, come gli istruttori sportivi, che potranno così gestire al meglio la patologia, che non è invalidante se gestita nel modo corretto».
La legge prevede l’istituzione del Registro regionale dei minori con diabete di tipo 1, integrato con il Fascicolo sanitario elettronico, e della rete diabetologica pediatrica. «Il registro ci darà la dimensione del fenomeno – spiega ancora Ciusa, promotore della norma tra i banchi della maggioranza – Quando si hanno i dati si riesce a fornire una migliore assistenza e viene permessa una programmazione che possa andare realmente ad incidere sulla vita delle famiglie. Il registro permetterà di avere una migliore organizzazione del lavoro dal punto di vista sanitario nella gestione della patologia». Previsto anche un punto di riferimento strutturale, con fondi dedicati all’individuazione di un Centro diabetologico specialistico pediatrico di riferimento regionale. «Quando parliamo di diabete in Sardegna, visti ancor di più i numeri che si registrano, dovremmo prendere atto della necessità di essere capofila tra le regioni su tutte le dinamiche del diabete: eravamo ultimi sull’accesso ai sensori, oggi stiamo recuperando terreno e questa norma – conclude – ci porta ulteriormente avanti nella gestione della patologia».
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