La vertenza

Tocco, Uilm Uil: «Su Sider Alloys bisogna voltare pagine, serve un nuovo imprenditore» Dopo l'ultimo incontro a Roma sulla vertenza dell'ex Alcoa, tra i sindacati c’è totale insoddisfazione

Lo stabilimento della Sider Alloys – Foto Regione Sardegna

Dopo l’ultimo incontro a Roma sulla vertenza dell’ex Alcoa, tra i sindacati c’è totale insoddisfazione: non ci sarebbe stato alcun passo in avanti e, dall’ultimo incontro, è trascorso un altro anno senza risultati.

«Per noi – ha detto Renato Tocco di Uilm Uil, ai microfoni di Radio Kalaritana – è stata una vera delusione: è passato un anno dall’ultimo incontro. Era il 17 settembre dell’anno scorso e, di fatto, ci sono state ripetute le stesse cose e i lavoratori non credono più nell’attuale proprietà. Sindacalmente lo abbiamo detto chiaramente e lo abbiamo chiesto al Governo e a tutte le istituzioni: dobbiamo voltare pagina. L’attuale proprietario non può rilanciare quello stabilimento».

«Ha avuto tempi favorevoli – ha proseguito Tocco – con un accordo energetico vantaggioso della durata di dieci anni, ma non è stato utilizzato. Non si possono continuare a trovare scuse dicendo che mancano le autorizzazioni o che la Provincia non le rilascia. È colpa della stessa azienda, che ha creato problematiche ambientali all’interno dello stabilimento e quindi le autorizzazioni sono state bloccate. Di fatto stiamo andando avanti con scuse su scuse e noi con gli operai siamo veramente stanchi.

Al Governo chiedete di prendere una decisione. C’è anche un prossimo appuntamento del ministro Urso.

Sì. Il 23 settembre, alle 15, il Ministro ha convocato la multinazionale greca. Mi auguro veramente che questa volta ci sia un impegno preciso, perché i lavoratori e il territorio sono al collasso e non ce la fanno più. Dobbiamo continuare a perdere tempo con un imprenditore che, secondo noi, da otto anni prende in giro il territorio? Credo che sia arrivato il momento di finirla, di essere chiari e di prendere una posizione precisa, per il bene del territorio e soprattutto dei lavoratori. Abbiamo persone in mobilità con una miseria, che aspettano di poter rientrare ma l’azienda non ha ripreso la produzione. Ogni volta ci riempiamo la bocca parlando di alluminio quale produzione strategica, di cui non possiamo farne a meno. Ad ogni cambio di Governo si ripete che l’alluminio è un bene strategico per l’Italia ma, di fatto, nessuna concretizzazione. Cambiano ministri e assessorati, ma i lavoratori vedono chi fa e chi resta immobile: sono stanchi di essere presi in giro da una politica che sembra non voler sentire o fa finta che il problema non esista. Il Sulcis sta pagando un prezzo altissimo: bisogna trovare una soluzione, siano i greci o chiunque altro. Serve un imprenditore affidabile, capace di rilanciare il sito di alluminio primario.

C’è anche il tema della partecipazione pubblica. L’Italia, attraverso Invitalia, detiene una quota del 20 per cento. Qual è la vostra posizione?

Invitalia ha il 20 per cento e sta a guardare, non interviene. Non è più accettabile. Il prossimo incontro è fissato per il 7 ottobre. Mi auguro che, dopo l’incontro del 23 settembre, con il confronto con chiunque si voglia coinvolgere, siano i greci o altri, si arrivi finalmente a un’azienda capace di rilanciare quel sito industriale. Ciò che sta accadendo è veramente vergognoso.

È stata attivata la cassa integrazione per il 100 per cento dei circa 60 dipendenti. Di fatto, quindi, lo stabilimento è completamente fermo.

È tutto fermo. Si continua a dire che manca un’autorizzazione, ma l’autorizzazione è venuta a mancare perché all’interno dello stabilimento è stato creato dell’inquinamento con materiale che andava smaltito e non è stato fatto. È chiaro che poi vengano bloccate le concessioni. Dentro lo stabilimento ci sono i lavoratori la cui salute va tutelata. Su questo nessuno deve giocare e noi non lo permetteremo, così come non consentiremo che venga smantellato l’impianto, costato sangue e battaglie in tutti questi anni: nessuno può dimenticare il prezzo pagato dalle famiglie. Credo che queste persone meritino rispetto da parte della politica, sia nazionale che regionale.

Qui l’intervista integrale a Radio Kalaritana

 


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