
L’energia è ormai una componente strutturale della competitività delle micro e piccole imprese, non solo per il livello dei prezzi ma anche per la loro volatilità, che rende più difficile programmare l’attività e limita le risorse disponibili per gli investimenti. È quanto emerge dall’indagine «Energia e piccole imprese» realizzata da Cna, su un campione rappresentativo di imprese associate di diversi settori.
Il 76,5% delle imprese ha registrato un aumento della spesa energetica nell’ultimo semestre. Tra quelle interessate dai rincari, il 45,8% segnala una crescita tra il 10% e il 20%, mentre per il 19,1% l’incremento supera il 20%. Il costo dell’energia incide in modo rilevante sull’attività per l’84% delle imprese: il 39,1% lo considera molto impattante e il 44,9% abbastanza impattante.
La situazione si riflette sulla redditività. Il 56,8% delle imprese ha subito una riduzione della marginalità, mentre solo il 20,4% è riuscito a trasferire almeno una parte dei maggiori costi sui prezzi. Il 2,7% ha dovuto invece ridurre produzione o servizi. Sul fronte geopolitico, il 78,2% teme le conseguenze delle tensioni sui mercati energetici e per l’86,7% è aumentato nell’ultimo anno il livello di allarme legato ai costi dell’energia.
Secondo Cna Sardegna, il problema assume particolare rilievo nell’isola, dove il sistema produttivo è caratterizzato dalla forte presenza di micro e piccole imprese artigiane e ai costi energetici si aggiungono gli svantaggi legati all’insularità. L’associazione chiede di superare una politica basata prevalentemente su interventi congiunturali e di puntare su misure strutturali, maggiore trasparenza del mercato e strumenti accessibili alle imprese per ridurre l’esposizione alla volatilità.
Le imprese artigiane – dicono da Cna – non hanno la forza contrattuale per trasferire gli aumenti sui prezzi e finiscono per assorbirli riducendo i margini e le risorse disponibili per investire e creare occupazione. Per l’associazione, la Sardegna deve inoltre accelerare sugli investimenti infrastrutturali necessari a ridurre il divario energetico con il resto del Paese.
I risultati dell’indagine saranno portati dalla Cna al confronto con Regione, Governo e Parlamento, con la richiesta di una politica energetica che tenga conto delle caratteristiche del sistema produttivo sardo.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
