
Assemblea davanti ai cancelli della Renovo Bioedil, nella zona industriale di Iglesias, promossa dalla Fillea Cgil e dalla Rsu aziendale sulla procedura di licenziamento collettivo che riguarda 12 lavoratori su un organico di circa 50 dipendenti.
L’iniziativa ha portato la vertenza fuori dallo stabilimento, coinvolgendo istituzioni comunali, provinciali e regionali. Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, la portavoce di gabinetto dell’assessora al Lavoro Desirè Manca, la segretaria della Fillea Cgil Erika Collu, il presidente della Provincia e sindaco di Iglesias Mauro Usai e i consiglieri regionali Gianluigi Rubiu e Alessandro Pilurzu.
«Stiamo seguendo la procedura per il licenziamento collettivo di 12 dipendenti», ha detto Erika Collu, ai microfoni di Radio Kalaritana. «Oggi, in maniera totalmente unilaterale, l’azienda ha comunicato la volontà di procedere al licenziamento di 12 lavoratori, mettendo così a rischio il futuro di questa realtà industriale. La nostra preoccupazione, però, non riguarda soltanto i 12 licenziamenti. Guardiamo soprattutto alle prospettive industriali dell’azienda, che riteniamo importante per tutto il territorio. Abbiamo quindi uno sguardo di lungo periodo, perché temiamo che questi licenziamenti possano essere soltanto l’inizio di un processo più ampio».
Chiedete quindi maggiore chiarezza all’azienda sul futuro dello stabilimento?
Sì. Da parte dell’azienda, a nostro avviso, c’è stata finora poca chiarezza e molta ambiguità. Stiamo chiedendo di conoscere il piano industriale e le prospettive per i prossimi anni. Riteniamo che debbano esserci risposte precise da parte di chi ha utilizzato risorse pubbliche, che sono risorse di tutti i sardi.
Questa mattina erano presenti anche diversi rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani. Quale sarà ora il percorso per sostenere i lavoratori e affrontare la situazione?
Il primo passo è richiamare l’azienda al tavolo delle istituzioni, per comprendere le ragioni delle decisioni assunte e richiamarla alle proprie responsabilità. Allo stesso tempo, è necessario acquisire una serie di elementi conoscitivi che consentano di comprendere pienamente la situazione. Ci stiamo muovendo anche con Invitalia, che è il soggetto attuatore del contratto di sviluppo che a suo tempo aveva come riferimento il polo della bioedilizia e quindi Renovo Bioetil. Insieme all’assessorato regionale e alla Provincia del Sulcis Iglesiente stiamo cercando di acquisire informazioni sugli eventuali obblighi, vincoli, criteri e impegni legati al progetto. Questo è certamente un passaggio fondamentale. Da parte dell’assessorato regionale all’Industria abbiamo ricevuto un impegno e una disponibilità a seguire la vicenda. È presente anche l’assessorato regionale al Lavoro, che sta seguendo la procedura relativa ai licenziamenti.
Il Sulcis Iglesiente è un territorio che da anni affronta una forte crisi occupazionale e industriale. Quanto sarebbe pesante, in questo contesto, la perdita di altri 12 posti di lavoro?
Il territorio non ha bisogno di un posto di lavoro in meno, ma, semmai, di un posto di lavoro in più. Questa realtà industriale è stata pensata proprio per offrire una prospettiva di lavoro e di sviluppo a un territorio importante. Per questo riteniamo impensabile guardare con incertezza al futuro di questa azienda e, più in generale, alle prospettive industriali del territorio. È necessario che tutti i soggetti coinvolti facciano la propria parte per affrontare la situazione, tutelare i lavoratori e garantire una prospettiva industriale alla Renovo Bioetil.
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