
La Sardegna, con oltre il 28% della popolazione sopra i 65 anni e un indice di vecchiaia tra i più elevati d’Italia, sta affrontando una profonda trasformazione demografica. Secondo le organizzazioni sindacali, l’aumento della longevità non dovrebbe essere affrontato soltanto attraverso politiche assistenziali, ma inserito in una più ampia strategia sociale, sanitaria ed economica.
«L’invecchiamento della popolazione ci impone di ripensare il nostro modello di welfare e di sviluppo», afferma Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna, collegando la questione anche allo spopolamento delle aree interne e alle difficoltà dei giovani nel costruire il proprio futuro sull’Isola.
Servizi territoriali e Case della Comunità
Per la FNP CISL, uno dei nodi principali riguarda la trasformazione delle strutture territoriali in servizi realmente accessibili. La Sardegna, secondo quanto riferito dall’organizzazione, dispone di 59 Case della Comunità e 17 Ospedali di Comunità, ma ora occorre garantirne il funzionamento effettivo.
«Servono personale, orari certi, collegamento con medici di medicina generale, infermieri di famiglia e comunità, specialisti e servizi sociali», sottolinea Mimmo Contu, segretario generale della FNP CISL Sardegna.
Le Case della Comunità, nella proposta del sindacato, dovrebbero diventare un punto di riferimento soprattutto per prevenzione, gestione delle patologie croniche e presa in carico della popolazione anziana.
Il contrasto alla solitudine
Un altro tema indicato come prioritario è il contrasto alla solitudine e all’isolamento, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne.
CISL e FNP propongono di rafforzare strumenti come reti di vicinato, presidi sociali, trasporto sociale, attività di aggregazione e iniziative intergenerazionali, inserendoli stabilmente nella programmazione dei Comuni e degli Ambiti Plus.
L’obiettivo, secondo Contu, è intervenire sui segnali di fragilità prima che si trasformino in condizioni di non autosufficienza.
Un Piano regionale per l’invecchiamento attivo
CISL e FNP chiedono infine che la proposta legislativa sia accompagnata da governance stabile, risorse dedicate e obiettivi verificabili, attraverso un Piano regionale per l’invecchiamento attivo e un sistema di monitoraggio delle fragilità e dell’accesso ai servizi.
La posizione espressa dalle due organizzazioni è quella di considerare la popolazione anziana non soltanto come destinataria di assistenza, ma anche come componente attiva delle comunità, valorizzandone competenze, volontariato e partecipazione sociale.
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