Economia

Latte bovino, Arborea chiede alla Regione un intervento straordinario per sostenere gli allevatori Tra le principali criticità vengono indicate il calo del prezzo del latte rispetto al 2025

La filiera del latte bovino in Sardegna è sottoposta alla pressione congiunta della situazione economica e degli effetti del cambiamento climatico. È quanto emerso dall’incontro tra Remigio Sequi, presidente e amministratore delegato della Cooperativa Latte Arborea, e l’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus.

Tra le principali criticità vengono indicate il calo del prezzo del latte rispetto al 2025, il blocco della movimentazione dei capi, l’aumento dei costi di energia, materie prime e trasporti e l’incidenza dell’ETS sulle tariffe marittime.

A queste difficoltà si aggiungono gli effetti dello stress da caldo sugli allevamenti. Secondo uno studio Climalat, realizzato da Cooperativa Latte Arborea e Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, l’80% degli allevamenti del polo territoriale risente di una marcata stagionalità produttiva legata alle alte temperature. Le perdite sono stimate in 15-20 milioni di litri di latte all’anno, dei quali 5-6 milioni attribuiti alle sole ondate di calore estive. Durante i picchi termici, il calo produttivo può arrivare al 20%, accompagnato da una riduzione della qualità del latte e della fertilità degli animali.

Di fronte a questo quadro, Latte Arborea ha chiesto alla Regione un intervento straordinario per il 2026 destinato direttamente alle aziende produttrici di latte, con l’obiettivo di sostenere il reddito degli allevatori e contrastare la progressiva riduzione del patrimonio bovino.

La proposta avanzata da Sequi prende come riferimento la misura regionale adottata nel 2022 per il comparto lattiero-caseario e prevede un meccanismo che non incida sul regime de minimis, adattato alle caratteristiche del settore agrozootecnico sardo. Tra le ipotesi indicate figura una modulazione degli aiuti per fasce dimensionali, utilizzando come criterio proporzionale il numero dei capi.

Secondo Latte Arborea, il sostegno alla produzione nelle aziende agricole avrebbe ricadute sull’intera filiera, dalla continuità produttiva alla salvaguardia dell’occupazione del comparto lattiero-caseario regionale.


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