Economia

Turismo, le imprese chiedono navette notturne e incentivi Confcommercio, Fipe e Silb: «La crescita delle presenze deve tradursi in maggiori ricadute per le attività»

Più attenzione al turismo e  agli esercenti che assicurano i servizi ai vacanzieri, utilizzando anche navette serali e notturne tra Cagliari e le principali località turistiche del Sud Sardegna. Inoltre è necessario fornire incentivi alle imprese che investono in eventi e iniziative per allungare la stagione, con un confronto con i Comuni sui costi a carico delle attività, a partire dalla Tari. Sono le proposte lanciate da Confcommercio Sud Sardegna, Fipe e Silb per trasformare la crescita della spesa turistica in nuove opportunità per ristoranti, pubblici esercizi e locali.

Il primo tema è quello della mobilità serale. Fipe e Silb chiedono di potenziare i collegamenti dopo il tramonto tra Cagliari, Villasimius, Pula, Costa Rei e le principali destinazioni costiere, consentendo ai visitatori di spostarsi anche dopo una giornata trascorsa nelle spiagge.

La richiesta arriva sulla scia dei dati sulla spesa turistica elaborati dall’Osservatorio del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione sulla base dei dati Mastercard. Tra gennaio e agosto 2026 la spesa turistica è aumentata del 9,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel solo mese di agosto la crescita è stata del 7 per cento.

Da qui la seconda richiesta: spingere sulla destagionalizzazione. Le associazioni chiedono incentivi per le attività che organizzano eventi, musica e spettacoli anche al di fuori dei mesi centrali dell’estate, così da distribuire i flussi turistici su un periodo più ampio dell’anno.

Particolare attenzione viene dedicata anche al ruolo della vita notturna nell’economia turistica. Secondo i dati citati dalle associazioni, ad agosto la categoria Mastercard «Intrattenimento» ha rappresentato il 3,46 per cento della spesa rilevata, con un incremento del 3 per cento rispetto ad agosto 2025 e del 15 per cento rispetto a luglio.

Rilevante anche il peso della ristorazione e dei pubblici esercizi. Nei primi otto mesi dell’anno i ristoranti hanno rappresentato il 22,7 per cento della spesa, mentre la categoria «Bar, negozi di vino e liquori» ha raggiunto il 5,6 per cento, registrando una crescita del 20,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.


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