PROCESSO

Omicidio Fresi, in appello chiesta la conferma dell’ergastolo A Sassari la prima udienza del processo per la morte dell’orefice di Arzachena. La sentenza potrebbe arrivare il 14 dicembre

Si è aperto questa mattina a Sassari, davanti ai giudici della Corte d’assise d’appello, il processo per l’omicidio dell’orefice di Arzachena Giovanni Fresi.

Il delitto risale alla notte tra il 27 e il 28 dicembre del 2023. Fresi venne colpito più volte alla testa con un grosso bastone di legno. Per l’omicidio è sotto accusa il figlio Michele Fresi, condannato in primo grado all’ergastolo.

Questa mattina la Procura generale ha chiesto ai giudici di confermare la condanna. Per il pubblico ministero Paola Pischedda non sono emersi elementi o argomentazioni nuovi tali da modificare la decisione della Corte d’assise di Sassari.

La difesa ha ribadito le argomentazioni già sostenute nel processo di primo grado, soffermandosi in particolare sulla quantificazione della pena e sul vissuto del giovane di Arzachena.

Le parti civili hanno condiviso le conclusioni della Procura generale. Si sono costituiti anche i due carabinieri rimasti feriti durante l’arresto di Fresi: uno dei militari aveva rischiato di perdere l’uso di un occhio.

Nel processo d’appello non sarà svolta ulteriore attività istruttoria. La vicenda, secondo quanto emerso in aula, è già sufficientemente delineata.

Il processo riprenderà il 14 dicembre con le repliche delle parti. In quella stessa giornata potrebbe arrivare la sentenza.


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