La nota

I pastori chiedono risposte a politica e trasformatori Preoccupa la campagna lattiero-casearia senza certezze sui guadagni, ma anche la situazione dei comparti caprino e bovino

Il movimento dei pastori sardi senza bandiera torna ad alzare la voce per chiedere maggiori certezze sul futuro del comparto a politica e trasformatori della materia prima. «Le criticità che interessano i comparti ovino, caprino e bovino richiedono risposte tempestive e assunzioni di responsabilità precise», affermano in una nota diramata dal Movimento i portavoce Nenneddu Sanna, Fabio Pisu, Mario Carai e Gianuario Falchi. «La pazienza è al limite – si legge – Adesso servono risposte, vogliamo rimanere a lavorare nelle nostre aziende e non trovarci costretti ad abbandonarle per dare luogo a manifestazioni di qualsiasi forma di protesta che vorremmo evitare. Il silenzio dei trasformatori – sottolineano – a fronte delle ripetute richieste di chiarezza avanzate dai produttori, è ormai incomprensibile e inaccettabile».

La preoccupazione che arriva dai territori è in aumento su più fronti. Il movimento denuncia una campagna lattiero-casearia che si avvicina, ma che al momento non presenta certezze sulla remunerazione mentre i costi di produzioni continuano a salire. Sul fronte caprino e bovino le difficoltà sono in crescita, con il secondo comparto, denunciano gli allevatori, che ancora subisce le conseguenze dell’emergenza della dermatite nodulare. Da qui la richiesta: «Chiediamo risposte chiare e interventi concreti a tutela dei comparti ovino, caprino e bovino, sulla Commissione prezzi del Pecorino Romano sulla PR Service, sulle offerte al ribasso nel mercato del Pecorino Romano, sul prezzo del latte ovino 2026/2027».


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