
Foto USB Nazionale
Si avvicina lo sciopero generale del 30 ottobre proclamato dall’Unione Sindacale di Base. Cortei previsti a Cagliari, Sassari e Nuoro. Al centro delle proteste il caro vita, questione abitativa, salari bassi, l’opposizione al riarmo e la situazione del mondo scuola, che già nel corso delle ultime settimane è scesa in piazza per denunciare le carenze infrastrutturali e di organico nel corpo dei docenti.
Allo sciopero parteciperanno nell’isola anche i Comitati promotori della legge di iniziativa popolare Pratobello 24. «La nostra adesione – si legge nella pagina ufficiale del Comitato promotore “Legge Pratobello ’24” – nasce dalla consapevolezza di attraversare una fase storica in cui, in tutta Europa, settori sempre più ampi delle giovani generazioni si ribellano alla privatizzazione dei beni comuni e rifiutano lo smantellamento dei diritti sociali in nome di una folle politica di riarmo». Una battaglia che riguarda anche il percorso della proposta di legge contro quella definita più volte come speculazione dai Comitati. «Il Consiglio Regionale sardo tiene la proposta di legge Pratobello24 in un cassetto da 2 anni, nonostante l’adesione di 211.000 sardi. La Giunta Todde non ha saputo e voluto contrastare al fianco dei sardi la minaccia speculativa, mentre il Governo Meloni stende il tappeto ai grandi attori energetici. È il Partito Unico trasversale della speculazione all’opera, in cui si intrecciano in maniera tossica interessi politici ed economici sulla pelle dei sardi».
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