Cultura e Arte

Bari Sardo, al MAB la mostra dedicata a Horacio García Rossi e al suo legame con l’Ogliastra L'esposizione dedicata a un protagonista dell'arte cinetica e membro fondatore del Groupe de Recherche d'Art Visuel

Sarà inaugurata sabato 4 luglio alle 19, negli spazi del MAB – Centro d’Arte Contemporanea di Bari Sardo, la mostra «Horacio García Rossi: Gravitazioni tra Parigi e la Sardegna», a cura di Caterina Ghisu e della direttrice del museo Nicoletta Zonchello. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Galerie Lélia Mordoch di Parigi, sarà visitabile fino al 13 settembre.

La mostra porta alla luce un capitolo finora poco conosciuto della vicenda artistica di Horacio García Rossi (Buenos Aires, 1929 – Parigi, 2012), protagonista dell’arte cinetica e membro fondatore del Groupe de Recherche d’Art Visuel (GRAV). Il percorso espositivo ricostruisce infatti il rapporto dell’artista con la Sardegna e, in particolare, con l’Ogliastra, dove soggiornò più volte tra il 1975 e il 1978.

Proprio durante quel periodo, grazie all’incontro con il gallerista Armando Nizzi, García Rossi realizzò una delle opere più singolari della sua carriera: la Macchina Semantica, creata insieme al carrozziere ogliastrino Erminio Piras partendo da una Lancia Fulvia Coupé. L’opera nasce dalla ricerca dell’artista sul rapporto tra parola, immagine e significato.

L’esposizione riunisce opere provenienti dalla Galerie Lélia Mordoch e da collezioni sarde, affiancandole ai lavori di artisti che condivisero il percorso di ricerca di García Rossi, tra cui Getulio Alviani, Gaetano Pesce, Enrico Sirello e Tonino Casula. Alcune opere sono concesse in prestito dalla collezione Ugo Ugo dei Musei Civici di Cagliari e da collezionisti privati.

L’iniziativa assume un significato particolare anche perché si apre a poche settimane dalla scomparsa di Julio Le Parc, ultimo fondatore ancora in vita del GRAV. Nato a Parigi nel 1960, il gruppo rivoluzionò il linguaggio dell’arte europea del secondo dopoguerra, ponendo al centro la partecipazione dello spettatore, la ricerca sulla percezione e l’interazione tra luce, movimento e spazio.

Dopo lo scioglimento del collettivo, García Rossi proseguì una ricerca personale sul rapporto tra linguaggio e forma che lo condusse proprio in Sardegna, dove nel 1977 espose la Macchina Semantica alla Galleria Arte Duchamp di Cagliari e intrecciò rapporti con artisti e intellettuali dell’isola, tra cui Tonino Casula e Marina Madeddu.

La mostra si inserisce nella programmazione 2026 del MAB, dedicata ai temi della percezione e del dialogo tra arte contemporanea, nuove tecnologie e intelligenza artificiale. Il progetto, promosso da EIA Factory, è realizzato con il sostegno della Fondazione di Sardegna.


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