Apertura Anno Pastorale

Baturi: «La Chiesa non può limitarsi a conservare se stessa» Aperto in Cattedrale il nuovo anno pastorale della Diocesi di Cagliari. L'Arcivescovo richiama la necessità di riconnettere fede e vita quotidiana. Padre Zanetti: «È l'amore che tiene insieme le nostre relazioni»

Ripartire da Cristo, superare una visione puramente organizzativa della Chiesa e ritrovare la capacità di intercettare le domande delle persone. Sono le priorità emerse durante l’apertura dell’anno pastorale 2026-2027 della Diocesi di Cagliari, celebrata nella Cattedrale in occasione della festa di san Saturnino.

«Radicati e costruiti in Cristo» è il tema che accompagnerà il cammino delle comunità ecclesiali, in sintonia con gli orientamenti della Conferenza episcopale italiana per l’attuazione del Cammino sinodale.

«Il motivo fondamentale per cui siamo qui non è ascoltare indicazioni, ma è accogliere Cristo, perché altrimenti non c’è la Chiesa», ha affermato l’arcivescovo Giuseppe Baturi, mettendo in guardia dal rischio di ridurre la vita ecclesiale a programmi, attività e strutture da preservare.

Al centro del suo intervento la crescente distanza tra il Vangelo e la vita quotidiana, una frattura che riguarda anche la Sardegna e che si manifesta attraverso fenomeni come la denatalità, il disagio giovanile e l’allontanamento silenzioso dalla comunità cristiana. «Si tratta di tornare a connettere la vita e il Vangelo», ha sottolineato Baturi, indicando quattro priorità: riscoprire il dono della fede, rafforzare la vita comunitaria, promuovere la corresponsabilità e verificare l’adeguatezza delle strutture ecclesiali.

A introdurre la riflessione era stato il gesuita padre Piergiacomo Zanetti, che, attraverso la Lettera ai Colossesi, aveva richiamato la forza trasformante dell’incontro con Cristo risorto e il valore dell’amore come fondamento della comunione ecclesiale. «È l’amore che ci tiene insieme. È un amore che tiene insieme le nostre relazioni».

Un percorso che chiama la Chiesa di Cagliari a interrogarsi non soltanto su ciò che fa, ma soprattutto sulla propria capacità di testimoniare la fede, ascoltare le nuove generazioni e accompagnare quanti cercano risposte alle domande fondamentali dell’esistenza. «Siamo circondati da persone che cercano Dio e che cercano testimoni per parlare loro di Dio», ha ricordato l’Arcivescovo, indicando nella testimonianza e nell’accoglienza la strada per una rinnovata presenza della Chiesa nella società.


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