
La Basilica di Bonaria durante le celebrazioni della Giornata della Scuola Cattolica
Sono in corso nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria di Cagliari le iniziative legate alla Giornata della Scuola Cattolica. A chiudere la mattinata è la Celebrazione, presieduta dall’Arcivescovo Monsignor Giuseppe Baturi. Le navate sono state riempite da bambine e bambine, ragazzi e ragazze delle scuole cattoliche del capoluogo, giunte a Bonaria insieme a docenti, famiglie e operatori delle diverse realtà educative.
«La scuola è una cosa bella, la scuola cattolica è ancora più bella, perché fa conoscere le meraviglie del Signore – ha affermato durante l’omelia l’Arcivescovo Baturi – Le cose che ci sono, le persone che abitano il mondo, sono meraviglie. La scuola serve per meravigliarci della vita e del mondo, e per cantare a Dio il nostro grazie. Non si può, lo dico anche agli adulti, trasmettere una conoscenza se non nella percezione della meraviglia di ciò che ci sta attorno e della vita. Occorre cantare la meraviglia della vita. E questo è il senso della scuola, e di una scuola cattolica in particolare». Parole che hanno aperto un discorso direttamente rivolto ai giovani presenti, imperniato su alcuni concetti: la luce della grazia di Dio, che permette di riconoscere le meraviglie: la capacità di vedere, ovvero l’intelligenza; l’importanza dei maestri e dell’imparare insieme.
«Gesù si avvicina a noi come luce, come intelligenza e come maestro – ha continuato l’Arcivescovo – A cui chiedere continuamente il perché della vita e delle cose che conosciamo. Non c’è conoscenza senza sapere cosa significa il mondo. È solo un maestro vero può svelarci. Non si impara da soli, ma sempre insieme a qualcun altro. Per crescere serve un’amicizia, per crescere serve aiutarsi continuamente. Per questo stiamo assieme nelle classi. Allora preghiamo perché il Signore ci faccia amici, veri, e perché Lui stesso si mostri nostro amico». Baturi ha però ricordato anche un altro aspetto fondamentale. «Avete sentito che nel mondo c’è tanta violenza, c’è tanta separazione e guerra. E una scuola si riconosce cattolica anche per la capacità di vivere nella pace, nell’amicizia, nella riconciliazione, di vivere con gioia insieme. Ecco allora il messaggio che oggi vorrei consegnarvi. È come una preghiera che il Signore ci faccia riconoscere e cantare la meraviglia della vita. Ci dia luce, ci dia intelligenza, si mostri a noi maestro e fratello amico. E faccia dell’esperienza della scuola – ha concluso – un’esperienza di gioia e di vera maturità, di pace».
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.








