
L’aula del Consiglio regionale
L’aumento dei prezzi dei carburanti continua a pesare sull’economia isolana, con effetti amplificati dalla condizione geografica che incidono su settori chiave come turismo, agricoltura, commercio e artigianato. A queste difficoltà si affiancano criticità sanitarie mai del tutto risolte, delineando un quadro complesso che rischia di influenzare profondamente la prossima variazione di bilancio regionale.
La manovra, presentata come un possibile cambio di passo dalla maggioranza, prevede risorse svincolate per circa 750 milioni in tre anni. Tuttavia, già dal 2026 la disponibilità effettiva potrebbe ridursi sensibilmente a causa dell’adeguamento del fondo sanitario regionale e degli interventi necessari per contenere gli effetti dei rincari energetici legati allo scenario internazionale.
Sul fronte dei trasporti, dopo le ipotesi di aumenti tariffari nei collegamenti aerei, l’esecutivo regionale ha rassicurato sulla stabilità del sistema, garantendo la continuità dei voli. Resta però aperta la questione carburanti, su cui la Regione valuta possibili misure, pur ribadendo la necessità di interventi più incisivi da parte del governo nazionale e dell’Unione europea.
Il provvedimento dovrebbe approdare presto in Giunta, ma il tema del caro energia potrebbe essere affrontato successivamente in Consiglio con emendamenti specifici. L’obiettivo dichiarato è incidere su ambiti strategici come sanità, spopolamento e sviluppo produttivo.
Nel dibattito politico emergono posizioni contrastanti: da un lato le opposizioni temono un intervento limitato alla gestione dell’emergenza, dall’altro la maggioranza rivendica l’intenzione di puntare su misure strutturali. Resta il nodo dei tempi: con l’iter consiliare ancora lungo, il rischio è che le risorse diventino disponibili solo nei mesi estivi, ritardando risposte attese da famiglie e imprese.
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