La situazione

Casa, fondi e spazi: gli studenti universitari chiedono ascolto Il carovita colpisce anche gli studenti: in pericolo c'è il diritto allo studio

Da qualunque facoltà la si guardi la realtà dell’università presenta sfide importanti. Sfide che non cambiano da un semestre all’altro, ma che oltrepassano anni accademici e che, proprio per questo, interessano anche quello appena cominciato. Spazi e infrastrutture, opportunità offerte, questione abitativa: sono tra i temi che gli studenti e le studentesse vivono direttamente sulla propria pelle e che già dopo i primi giorni di lezione diventano quotidianità. «Come già accaduto l’anno scorso – spiega Giuseppe Moro di Unicaralis — la gestione degli spazi, soprattutto per via del semestre filtro, resta aperta, tra poche aule e spostamenti che si sono resi necessari. Ci sono poi i problemi infrastrutturali tipici di alcune strutture dell’ateneo, su cui pesa anche il continuo definanziamento». Argomenti che, almeno nel primo periodo, non abbassano l’umore degli studenti. «Per ora – afferma invece Maria Anedda dell’associazione Progetto Studenti — abbiamo dei feedback positivi, speriamo che l’entusiasmo iniziale regga nel tempo». Un clima che però fronteggia subito l’ostacolo al momento più evidente: «Se guardiamo al diritto allo studio e alla questione abitativa la situazione è molto complessa», chiarisce Anedda. Prezzi più alti e spazi nelle case dello studente pesano sul contesto generale: «Praticamente solo un terzo di coloro che fa richiesta ottiene un posto nelle case – continua la rappresentante — sono tanti così gli idonei non beneficiari che si ritrovano a dover cercare all’ultimo un alloggio in un mercato che presenta prezzi alti e poche opportunità per chi ha bisogno di contratti di dieci mesi per mantenere la borsa di studio. Potenziare le case dello studente sarebbe fondamentale – chiosa – l’apertura di via Montesanto è un passo avanti ma ne servirebbero tanti altri. Bisogna immaginare altre soluzioni, aiutando gli studenti anche a trovare situazioni di alloggio che possano rispondere a una qualità abitativa minima fuori dalle case». Il tema della casa, unito al caro vita, ha portato Unicaralis a prendere posizione, con un presidio e una manifestazione avvenuta ieri a Cagliari. «Ormai è assodato che Cagliari sia una città cara – riprende Moro —anche nei quartieri tipicamente più accoglienti verso gli studenti. Agli affitti però si sommano gli aumenti che non rientrano nell’affitto, come le bollette di vario genere, creando una situazione insostenibile. La crisi però è anche – precisa – di tutto il sistema universitario. Abbiamo scelto il presidio e di manifestare anche contro i tagli e il mancato aumento del Fondo di Finanziamento Ordinario, nonostante l’inflazione e l’aumento dei costi del materiale universitario. Senza dimenticare – conclude — che quando si parla di fondi alla nostra università, non c’è mai una valutazione di quello che è realmente il contesto cagliaritano».

Il futuro

A febbraio l’Università di Cagliari avrà un nuovo rettore o una nuova rettrice. Chiunque guiderà l’istituzione universitaria, tuttavia, avrà un mandato chiaro da parte degli studenti: quello di essere pronto all’ascolto e al confronto. «Chiunque sarà il prossimo rettore o rettrice dovrà avere una visione d’insieme dell’Ateneo – spiega Giuseppe Moro di Unicaralis – che dia spazio a un finanziamento diffuso e a un miglioramento di tutte le facoltà. Ma soprattutto dovrà essere una persona che riesca a confrontarsi in modo proficuo con gli studenti, così come con Ersu e Regione». «Chi arriverà – riprende Maria Anedda di Progetto Studenti – dovrà per forza tener conto del parere degli studenti e non considerare l’università come un’azienda».  

Matteo Cardia (Articolo apparso su Kalaritana Avvenire del 18 ottobre)


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