L'appello

Concessioni balneari, Confindustria Sardegna: «La Regione intervenga, a rischio imprese e investimenti» Mancano meno di dodici mesi alla scadenza: nell'Isola solo il 9% di spiaggia occupati da concessioni turistico-ricreative

Mancano meno di dodici mesi alla scadenza delle concessioni demaniali marittime esistenti e Confindustria Sardegna sollecita la Regione ad approvare una normativa che tenga conto delle specificità dell’Isola. Secondo l’associazione, l’assenza di un quadro regionale rischia di creare ricadute sull’occupazione e sugli investimenti programmati per la prossima stagione estiva.

In una nota inviata alla presidente della Regione Alessandra Todde e all’assessore degli Enti Locali Francesco Spanedda, Confindustria precisa di non essere contraria all’applicazione della Direttiva Servizi 2006/123/CE, la cosiddetta Direttiva Bolkestein, ma chiede che venga correttamente verificato il presupposto della scarsità della risorsa.

«In Sardegna non esiste un problema di scarsità di spiaggia libera, essendo solo il 9% dei metri quadrati di spiaggia occupati da concessioni turistico-ricreative», sostiene Gianluigi Molinari, della Sezione Concessionari Demaniali Marittimi di Confindustria Sardegna.

L’associazione richiama le pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea, sottolineando che la scarsità deve essere valutata in relazione alle caratteristiche dei singoli territori e sulla base di una verifica concreta delle risorse disponibili. Per Confindustria, quindi, sarebbe necessaria una mappatura puntuale, evitando di considerare indistintamente l’intero patrimonio costiero come una risorsa scarsa.

Particolare attenzione viene riservata alle strutture alberghiere, per le quali le concessioni balneari rappresentano, secondo l’associazione, una componente integrante dell’offerta turistica. La loro eventuale perdita, viene evidenziato, potrebbe avere conseguenze economiche anche sul comparto dell’ospitalità.

Come esempio viene indicata la Regione Calabria, che nei mesi scorsi ha approvato una legge regionale sulla gestione delle concessioni demaniali marittime, affidando all’ente gestore il compito di verificare l’effettiva scarsità della risorsa e l’eventuale interesse transfrontaliero, presupposti per l’applicazione delle procedure selettive.

Confindustria Sardegna annuncia che continuerà a sostenere le imprese titolari delle concessioni e chiede alla Regione di accelerare. «Non possiamo permetterci ulteriori ritardi», è l’appello dell’associazione, che richiama la necessità di tutelare occupazione, investimenti e competitività del turismo sardo.


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.