
Preoccupano i sindacati le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri, sulla possibile uscita della compagnia dai collegamenti in continuità territoriale . La CISL Sardegna e la FIT CISL chiedono alla Regione e al Governo di chiarire come verrebbe garantito il servizio in caso di ritiro del vettore e quali misure sarebbero adottate per tutelare i lavoratori.
A intervenire sono il segretario generale della CISL Sardegna, Pierluigi Ledda, e la segretaria generale della FIT CISL Sardegna, Claudia Camedda. «Per chi vive in Sardegna, raggiungere la Penisola per lavoro, studio, cure mediche o necessità familiari non è un privilegio, ma un diritto che deve essere assicurato», sottolineano.
Tra le questioni aperte c’è quella delle risorse necessarie a fronteggiare l’aumento del carburante. La Regione ha stanziato 10 milioni di euro, ma per i sindacati occorre sapere quando e con quali modalità potranno essere utilizzati. Al vertice del 6 maggio scorso, ricordano, Governo e Regione avevano assunto l’impegno di individuare ulteriori finanziamenti. Si era parlato anche di un contributo statale di altri 10 milioni, sulla cui disponibilità non sono ancora arrivate certezze.
A rendere più complesso il quadro è l’aumento del prezzo del carburante aereo, passato, secondo i dati regionali citati dai sindacati, da circa 635 a oltre 1.075 euro a tonnellata, con una crescita vicina al 70%. CISL e FIT chiedono quindi di verificare l’impatto effettivo sui bilanci delle compagnie e l’adeguatezza degli stanziamenti. Eventuali compensazioni, precisano, dovranno essere basate su costi documentati e nel rispetto delle regole e degli obblighi contrattuali.
La preoccupazione riguarda anche l’occupazione. Aeroitalia ha assunto 389 dipendenti sardi e un eventuale disimpegno dalla continuità territoriale potrebbe avere conseguenze sui loro rapporti di lavoro. I sindacati chiedono alla compagnia di chiarire quali attività e quali lavoratori sarebbero coinvolti e di avviare subito un confronto per individuare le misure di tutela.
Il rischio, avvertono, potrebbe estendersi all’intera filiera aeroportuale, coinvolgendo addetti all’handling, alla manutenzione, all’assistenza ai passeggeri e ai servizi collegati. Una riduzione dei voli potrebbe infatti tradursi in meno lavoro e maggiore incertezza anche per le imprese che operano negli scali.
CISL e FIT sollecitano dunque un intervento immediato di Regione e Governo per garantire la regolarità dei collegamenti e definire le risorse disponibili e le soluzioni attivabili nell’eventualità di un ritiro di Aeroitalia. Alla Regione chiedono inoltre di convocare entro quindici giorni un tavolo con sindacati, compagnie aeree e operatori aeroportuali, per affrontare le criticità del sistema e le prospettive occupazionali.
Le organizzazioni sindacali riconoscono alcune novità introdotte con il nuovo modello di continuità territoriale, tra cui l’ampliamento delle categorie che possono accedere alle tariffe agevolate. Ritengono tuttavia necessario verificare l’affidabilità dei collegamenti e la sostenibilità economica dei contratti, individuando gli eventuali correttivi.
La richiesta conclusiva è quella di superare una gestione delle emergenze e affrontare il trasporto aereo con una programmazione stabile. Per la Sardegna, sostengono i sindacati, la continuità territoriale deve restare una garanzia concreta di mobilità per i cittadini e di lavoro per chi opera nel sistema aeroportuale.
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