La sentenza

Divise sporche pene ridotte in Appello per due poliziotti a Sassari Condanne rideterminate e prescrizioni nel processo su corruzione e peculato, difesa pronta al ricorso

Il tribunale di Sassari

Pene ridotte in secondo grado nel processo «Divise sporche», celebrato davanti alla Corte d’Appello di Sassari, che vedeva imputati due agenti della polizia di Stato già condannati in primo grado. Il collegio, presieduto da Giovanni Maria Delogu, con a latere Maura Nardin e Salvatore Carboni, ha rideterminato le pene a tre anni e due mesi per Gianluca Serra e a due anni e otto mesi per Marco Fenu.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2013 e il 2015 e riguardano accuse di corruzione, peculato e falsità ideologica. Tra gli episodi al centro del procedimento figura la presunta sottrazione di 5mila euro durante una perquisizione nell’abitazione di uno spacciatore, oltre a un tentato sequestro di eroina che, secondo l’accusa, sarebbe stato condizionato da informazioni riservate fornite dagli stessi indagati.

Nel processo era coinvolto anche Maurizio Allocca, ritenuto intermediario nella cessione della droga, per il quale è stata confermata la condanna a quattro anni.

La Corte ha dichiarato prescritti diversi capi d’imputazione, mantenendo in piedi in particolare il reato di peculato per Serra. Le difese hanno già annunciato battaglia: «Siamo fermamente convinti dell’innocenza di Serra e, appena note le motivazioni, ricorreremo in Cassazione. L’impianto accusatorio è del tutto carente».

In primo grado le condanne erano state più pesanti, mentre in Appello il procuratore generale aveva chiesto pene superiori rispetto a quelle poi stabilite. La vicenda giudiziaria resta dunque aperta, in attesa delle motivazioni e di un possibile nuovo passaggio davanti alla Corte di Cassazione.


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