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Dopo 14 anni parte la bonifica della valle del Rio San Giorgio a Iglesias Pubblicata la gara per il primo lotto: oltre 107 milioni di euro di investimenti complessivi. In sicurezza più di un milione di metri cubi di residui minerari

Dopo quattordici anni di iter amministrativo, progettuale e autorizzativo, la bonifica della Valle del Rio San Giorgio entra finalmente nella fase operativa. Il Comune di Iglesias ha pubblicato il 4 agosto la gara per l’affidamento dei lavori del primo lotto funzionale, pochi giorni dopo la validazione del progetto esecutivo, avvenuta il 24 luglio.

Si tratta del primo grande intervento organico di bonifica mineraria della valle per dimensione finanziaria, estensione delle aree coinvolte e quantità di residui da mettere in sicurezza. Un’opera attesa da anni in un territorio segnato da decenni di attività estrattiva.

La Valle del Rio San Giorgio ricade nel Sito di interesse nazionale del Sulcis Iglesiente Guspinese ed è classificata dal Piano regionale delle bonifiche tra le aree a maggiore priorità ambientale. L’attività mineraria ha lasciato scavi, discariche, bacini di sterili e ingenti quantità di residui mineralurgici esposti agli agenti atmosferici e alle acque di ruscellamento. Un’eredità industriale che continua a produrre criticità ambientali e che ora sarà affrontata con un intervento strutturale.

«Per dimensione e carattere organico siamo davanti a un passaggio senza precedenti per la Valle del Rio San Giorgio», afferma l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi. «Non interveniamo su una singola criticità, ma affrontiamo finalmente in modo strutturale le conseguenze ambientali accumulate in decenni di attività mineraria».

Il progetto prevede infatti la messa in sicurezza di oltre un milione di metri cubi di residui, con l’obiettivo di proteggere il suolo e le acque, ridurre la pressione ambientale e avviare il recupero delle aree interessate.

Oltre 107 milioni di investimento

La portata dell’operazione è restituita anche dalle risorse messe in campo. La realizzazione del sito di raccolta ha un costo complessivo di 99,239 milioni di euro: 80,171 milioni arrivano dal Just Transition Fund Italia 2021-2027, nell’ambito del Piano territoriale Sulcis Iglesiente, mentre altri 19,068 milioni sono assicurati dal bilancio regionale attraverso l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente.

A queste risorse si aggiungono 7,844 milioni di euro destinati all’impianto centralizzato di trattamento e alle attività accessorie. Il quadro complessivo degli investimenti supera quindi i 107 milioni di euro.

«La qualità della programmazione si misura nelle scelte che riusciamo a realizzare attraverso le risorse disponibili», sottolinea l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio Giuseppe Meloni. Per l’assessore, la convergenza di risorse europee e regionali consente di affrontare una questione aperta da molti anni e di creare nuove condizioni di sviluppo per il Sulcis Iglesiente.

Il primo lotto

Il cuore dell’intervento sarà il nuovo sito di raccolta in località Casa Massidda, nel territorio comunale di Iglesias, destinato alla messa in sicurezza permanente dei residui minerari provenienti dalle aree prioritarie della valle.

Saranno coinvolti in particolare i distretti di Campo Pisano, Monte Agruxiau, Seddas Moddizzis e Rio San Giorgio. Il progetto comprende anche la rimozione dei residui mineralurgici fini dispersi lungo l’alveo e la realizzazione di un impianto centralizzato per il trattamento del percolato del sito di raccolta e dei permeati provenienti dai bacini di sterili che recapitano nel Rio San Giorgio.

Il primo lotto funzionale riguarda la riqualificazione ambientale di Campo Pisano, Monte Agruxiau e Seddas Moddizzis, con la rimozione dei depositi minerari e mineralurgici e la realizzazione dei primi tre livelli del sito di raccolta di Casa Massidda.

L’importo dei lavori posto a base di gara è di 41,430 milioni di euro, ai quali si aggiungono 1,942 milioni per gli oneri di sicurezza. Il valore massimo stimato dell’appalto, comprese le opzioni previste, arriva a 57,640 milioni. Le offerte potranno essere presentate attraverso la piattaforma SardegnaCAT entro il 13 settembre.

Nel frattempo è in corso la progettazione esecutiva del secondo lotto, preceduta dalla caratterizzazione integrativa del Rio San Giorgio. L’obiettivo è garantire continuità tra le due fasi e arrivare al completamento della bonifica dell’intera area interessata.

Un’attesa lunga 14 anni

La gara pubblicata ad agosto rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2012, quando la Giunta regionale espresse il giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto e venne approvato il progetto di bonifica.

Nel 2015 il Comune di Iglesias fu individuato come soggetto attuatore e, l’anno successivo, Regione, Comune e IGEA sottoscrissero l’Accordo di programma per definire competenze e modalità di attuazione. Nel 2020 il Ministero approvò l’aggiornamento delle soluzioni progettuali, mentre nel 2022 venne trasmesso il progetto esecutivo. Nel 2023 si concluse un’ulteriore fase di verifica ambientale.

L’ultimo passaggio è arrivato il 24 luglio 2026 con la validazione del progetto esecutivo. Pochi giorni dopo, il Comune ha potuto pubblicare la gara.

La bonifica della Valle del Rio San Giorgio assume così un significato che va oltre la semplice messa in sicurezza ambientale. La stagione mineraria ha segnato profondamente la storia economica, sociale e identitaria dell’Iglesiente. Intervenire oggi sulle conseguenze lasciate da quell’attività significa affrontare un’eredità difficile senza cancellarne il valore storico.

Il risanamento del territorio diventa anche una condizione per guardare al futuro: ridurre il rischio ambientale, recuperare aree compromesse e restituire nuove possibilità di utilizzo al territorio può creare le basi per una nuova fase di sviluppo, nella quale tutela dell’ambiente, ricerca, innovazione e nuove attività economiche possano convivere.


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