Le interviste

Emergenza plastica in Sardegna, i Comuni corrono ai ripari: «Servono soluzioni strutturali» Parlano l'assessora comunale all'Ambiente di Cagliari, Luisa Giua Marassi e la sindaca di Maralagonis, Francesca Fadda

L’emergenza legata al conferimento degli imballaggi in plastica mette sotto pressione i Comuni sardi, costretti a individuare in tempi rapidi soluzioni alternative per evitare interruzioni nella raccolta differenziata e l’accumulo dei rifiuti nelle abitazioni. Mentre la Regione è al lavoro per affrontare la criticità insieme all’assessorato dell’Ambiente, le amministrazioni locali stanno cercando di limitare i disagi per cittadini e attività produttive.

A Cagliari la situazione è al momento sotto controllo, anche se non sono mancati alcuni rallentamenti. Lo ha spiegato ai microfoni di Radio Kalaritana, l’assessora all’Ambiente Luisa Giua Marassi, sottolineando che il Comune è riuscito finora a contenere le criticità.

«Abbiamo avuto una sospensione parziale della raccolta per alcune utenze non domestiche e potrebbero verificarsi ulteriori piccoli disagi nei prossimi giorni, ma stiamo lavorando per limitarli al minimo», afferma l’assessora.

Tra le soluzioni individuate c’è il conferimento della plastica in un impianto di Arborea, mentre si attende l’autorizzazione per utilizzare un’area del Tecnocasic come sito temporaneo di stoccaggio della plastica compressa. «Si tratta di interventi tampone – precisa – perché la problematica non riguarda soltanto Cagliari o la Sardegna, ma ha una portata molto più ampia».

L’emergenza coinvolge anche Maracalagonis, dove il Comune ha dovuto riorganizzare rapidamente il servizio dopo la comunicazione ricevuta dalla società incaricata della raccolta, Gesenu.

«Ci siamo trovati in emergenza nella serata di ieri – ha racconta alla radio diocesana la sindaca Francesca Fadda – e insieme agli uffici comunali e alla società di raccolta abbiamo individuato rapidamente un’altra discarica dove conferire la plastica. Ma questo non risolve il problema, perché la crisi della filiera nazionale del riciclo resta».

Per la sindaca si tratta di una questione che supera le competenze dei singoli enti locali. «È un tema nazionale e ambientale che un Comune, soprattutto di ottomila abitanti come il nostro, non può affrontare da solo. La Sardegna, in quanto isola, deve poter avere strumenti e regole adeguate alla propria condizione».

Fadda richiama anche la necessità di ripensare il sistema complessivo della gestione dei rifiuti. «La raccolta differenziata funziona e i numeri lo dimostrano. A Maracalagonis superiamo l’80% di raccolta differenziata e abbiamo ottenuto anche un premio economico per i risultati raggiunti. I nostri cittadini fanno la loro parte con grande senso civico».

Resta però il problema dell’abbandono dei rifiuti da parte di utenti provenienti da altri territori. «Nella zona costiera e montana registriamo conferimenti impropri da parte di persone che arrivano da Comuni privi di ecocentri adeguati. Questo aumenta i costi per i nostri cittadini. Tutti i Comuni dovrebbero dotarsi di ecocentri mobili e strutture controllate. Noi consentiamo l’accesso ai nostri impianti solo ai residenti regolarmente iscritti».


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.