Politica

Emigrazione, via libera al Programma 2026: la Consulta regionale approva all’unanimità L’assessora Manca: «Servono politiche condivise, più tutela per fragili e contrasto allo sfruttamento lavorativo»

Riunone della Consulta regionale per l’immigrazione, chiamata a esprimere il parere sul Programma Annuale per l’Immigrazione 2026. L’organismo ha approvato il documento all’unanimità, segnando un passaggio chiave nella definizione delle politiche regionali su accoglienza, inclusione e integrazione.

Nel corso della seduta, l’assessora regionale del Lavoro, competente per immigrazione ed emigrazione, Desirè Manca, ha ribadito la necessità di rafforzare il ruolo della Consulta come spazio di confronto stabile e operativo. «Questa Consulta rappresenta una risorsa preziosa, una forza viva per il nostro territorio — ha dichiarato — vogliamo ripartire da qui con un percorso fatto di ascolto, collaborazione e partecipazione reale».

L’assessora ha sottolineato l’obiettivo di costruire politiche di inclusione più efficaci, con particolare attenzione alle categorie più fragili: minori stranieri non accompagnati, donne e giovani. «L’inclusione deve essere piena e concreta, non può lasciare indietro nessuno», ha affermato.

Tra le misure richiamate figura anche l’istituzione dell’Osservatorio contro lo sfruttamento lavorativo, indicato come strumento centrale per contrastare irregolarità e abusi nel mercato del lavoro. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di tutela della dignità dei lavoratori e di promozione di condizioni occupazionali sicure e regolari.

Il Programma Annuale 2026 si basa su un modello di governance multilivello che coinvolge la Consulta non solo nella fase di progettazione, ma anche in quelle di monitoraggio e valutazione delle politiche. L’obiettivo è rafforzare la coprogettazione e rendere più efficace l’attuazione degli interventi.

«Vogliamo una Consulta più forte, più operativa, più protagonista», ha aggiunto Manca, annunciando la possibilità di articolare il lavoro in commissioni e sottogruppi per rendere più incisivo il contributo dell’organismo.

Il nuovo Programma si articola in sei assi strategici e punta, secondo l’assessorato, a rendere le politiche regionali sull’immigrazione più chiare, leggibili e orientate ai bisogni reali del territorio. «È uno strumento costruito per essere condiviso e partecipato — ha concluso l’assessora — perché solo attraverso il lavoro comune si possono sviluppare politiche davvero inclusive ed efficaci».


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