DIOCESI

Fede e tradizione popolare, a Cagliari il confronto tra Concilio di Nicea e religiosità vissuta La Diocesi riflette sulle radici della fede cristiana. Giardina (CEI): “La pietà popolare non è una fede priva di contenuti”

Un momento dell’incontro di stamattina

Tra la memoria del Concilio di Nicea e le forme vive della religiosità popolare, la Chiesa di Cagliari riflette sul modo in cui la fede cristiana continua a esprimersi nelle comunità di oggi. Il 1700° anniversario del Concilio diventa così occasione di approfondimento sul rapporto tra dottrina e vissuto religioso, tra teologia e tradizioni popolari.

L’iniziativa promossa dalla Diocesi è articolata in due momenti distinti: una prima sessione riservata al clero diocesano e un incontro pomeridiano aperto ai fedeli. Al centro del confronto, il tema della pietà popolare e della “fede dei semplici”, letti alla luce del percorso storico e teologico che prende avvio dal Concilio di Nicea.

Ospite dell’incontro don Alberto Giardina, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e direttore dell’Ufficio Liturgico Nazionale della CEI, intervenuto ai microfoni di Radio Kalaritana.

Nel suo intervento, Giardina ha sottolineato come l’anniversario di Nicea rappresenti un’opportunità per riscoprire le verità fondamentali della fede cristiana e approfondire la comunione tra le Chiese. Il Concilio, ha ricordato, costituisce uno snodo decisivo nella storia del cristianesimo, in particolare per la definizione della professione di fede e per la centralità della figura di Gesù Cristo.

Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra teologia e religiosità popolare. La pietà popolare, spesso considerata una forma di fede semplice o meno strutturata, è stata invece riletta come espressione autentica e profondamente radicata nelle culture locali.

“Non è una fede priva di contenuti”, ha sottolineato Giardina, richiamando gli insegnamenti di Paolo VI e di Papa Francesco. Al contrario, si tratta di una forma di fede capace di esprimersi in modo intuitivo ed emotivo, ma non per questo meno significativa sul piano spirituale ed ecclesiale.

Il direttore ha inoltre evidenziato come tali forme di religiosità siano particolarmente radicate nei territori insulari, citando le tradizioni di Sicilia e Sardegna come esempi di una spiritualità popolare forte e identitaria.

Nel corso dell’intervento è stato richiamato anche un il messaggio di Papa Leone XIV sulla pace durante il viaggio in Spagna, con l’invito a non separare mai la fede in Cristo dall’impegno concreto per la riconciliazione tra le persone e tra i popoli.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di riflessione ecclesiale che, partendo dal Concilio di Nicea, mira a rinnovare la comprensione della fede cristiana nel mondo contemporaneo, valorizzando il dialogo tra dottrina e tradizione popolare.


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