
La stazione di Porto Torres
Un piano straordinario per il rilancio delle ferrovie sarde, capace di colmare il divario infrastrutturale con il resto d’Italia e garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. È questa la richiesta contenuta nella mozione presentata in Consiglio regionale dal gruppo del Partito Democratico e illustrata nel corso di una conferenza stampa.
L’obiettivo è superare l’isolamento dell’Isola e avviare interventi strutturali non più rinviabili. «La Sardegna non può più sopportare questi ritardi – ha dichiarato il primo firmatario della mozione Gigi Piano – la perequazione infrastrutturale è un principio previsto dalla legge 42 del 2009 e serve a ridurre le disuguaglianze territoriali legate anche all’insularità». Il documento impegna la Giunta regionale a sollecitare un piano finanziato con risorse statali pluriennali, anche attraverso il Fondo perequativo infrastrutturale.
La situazione attuale della rete ferroviaria evidenzia forti criticità. L’infrastruttura sarda, gestita da RFI, si estende per circa 430 chilometri, a cui si aggiungono circa 170 chilometri a scartamento ridotto affidati ad ARST e ulteriori 440 chilometri delle linee turistiche del Trenino Verde. Nessuna tratta è elettrificata e la velocità media si attesta tra i 60 e i 90 chilometri orari, contro standard nazionali molto più elevati. I collegamenti tra i principali centri, come Cagliari, Sassari e Olbia, richiedono tempi di percorrenza di circa tre ore e mezza, mentre Nuoro risulta completamente esclusa dalla rete ferroviaria nazionale.
Per il Pd è necessario un cambio di passo immediato. «Non chiediamo nuove norme, ma l’attivazione di un tavolo tra Regione e Governo per definire impegni finanziari concreti», ha aggiunto Piano.
Sul fronte europeo, secondo i promotori, si aprono nuove opportunità di finanziamento, dopo la mancata utilizzazione dei fondi PNRR per il settore ferroviario isolano. L’europarlamentare del Pd Giuseppe Lupo, in collegamento da Strasburgo, ha definito la situazione “inaccettabile”, indicando il nuovo Quadro finanziario pluriennale europeo come una possibile fonte di risorse, insieme ad altri programmi comunitari dedicati alle isole, allo sviluppo del Mediterraneo e al contrasto allo spopolamento.
Il senatore e segretario regionale del Pd Silvio Lai ha tuttavia richiamato l’attenzione sulla necessità di una progettazione pronta ed efficace: «Senza studi di fattibilità e progetti esecutivi non si accede ai finanziamenti. La priorità deve essere la capacità progettuale».
Secondo le stime illustrate, per il potenziamento complessivo della rete ferroviaria sarda sarebbero necessari tra i 18 e i 22 miliardi di euro, una cifra paragonabile agli investimenti già realizzati in Sicilia negli ultimi anni. Il tema dei trasporti sarà inoltre al centro di un incontro a Roma il 22 giugno, con la partecipazione dei vertici di Ferrovie dello Stato e dei rappresentanti del Partito Democratico.
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