Politica

Fotovoltaico lungo la Carlo Felice, proposta per produrre 800 GWh l’anno L'iniziativa punta a sfruttare fasce di rispetto, svincoli e strutture sopraelevate sulle strade sarde

Utilizzare le aree lungo le principali arterie stradali della Sardegna, a partire dalla statale Carlo Felice, per installare impianti fotovoltaici senza consumare nuovo suolo agricolo. È l’obiettivo di una proposta di legge che prevede pannelli nelle fasce di rispetto, sulle scarpate e negli svincoli, oltre a strutture sopraelevate e coperture a pensilina.

Secondo le stime preliminari e indicative contenute nel testo, su una superficie utile compresa tra 800 e 1.200 ettari sarebbe possibile installare circa 500 megawatt di potenza fotovoltaica, con una produzione annua di 800 gigawattora e una riduzione delle emissioni di CO₂ stimata in 400 mila tonnellate all’anno.

Il progetto contempla diverse soluzioni: moduli a terra nelle aree idonee, barriere fonoassorbenti fotovoltaiche, pensiline e colonnine di ricarica nelle zone di sosta. Per facilitare il collegamento alla rete, viene inoltre privilegiata la vicinanza, entro un raggio di 5-10 chilometri, alle stazioni elettriche di Terna.

Il modello proposto si basa su investimenti privati, attraverso bandi pubblici per la concessione delle aree. È prevista l’esclusione tassativa dei terreni agricoli produttivi e una ripartizione dei canoni tra Anas, per la manutenzione della rete viaria sarda, i circa 30 Comuni interessati e la Regione, per interventi di tutela ambientale.

Per il primo firmatario, Piero Maieli, l’idea consiste nel considerare le strade stesse come aree idonee alla produzione energetica. Oltre agli impianti, spiega, il progetto potrebbe agevolare l’installazione di sistemi di accumulo e la posa dei cavi. Tra le misure previste figura anche una rete di colonnine di ricarica nelle aree di sosta lungo la Carlo Felice, che collega Cagliari a Sassari.

Alla presentazione era presente anche Michele Zuddas, avvocato e portavoce dei comitati promotori della legge di iniziativa popolare Pratobello 24, ancora in attesa dell’esame in commissione. Secondo Zuddas, la proposta riprende uno dei principi alla base di quella iniziativa: utilizzare superfici già occupate o impermeabilizzate, evitando ulteriore consumo di suolo.

Il portavoce ha tuttavia sottolineato la necessità di un confronto sulle possibili criticità. L’obiettivo, ha osservato, deve essere trovare un equilibrio tra le esigenze della transizione energetica e la tutela del territorio, senza ricorrere a installazioni che possano comprometterne l’integrità.


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