Oltre 115 giovani provenienti da 20 Paesi e quattro continenti partecipano alla XIV edizione del Campo di volontariato “Fai la Differenza”, promosso dalla Chiesa di Cagliari attraverso la Caritas diocesana. L’iniziativa, in programma fino a domenica, unisce servizio, formazione e confronto interculturale, coinvolgendo i partecipanti in attività a sostegno della comunità.
«Il campo alterna momenti di riflessione e volontariato, affrontando temi come solidarietà, amicizia, fragilità giovanili e dialogo nel Mediterraneo», spiega Michela Campus, dell’équipe organizzativa.
I giovani sono impegnati in diverse realtà del territorio, dall’assistenza agli anziani e alle persone con disabilità nelle attività dell’OAMI al supporto nei centri di accoglienza per migranti, dove contribuiscono anche alla cura degli spazi comuni. «Prendersi cura degli ambienti significa favorire accoglienza e dignità», racconta Alessandro Adimari.
Tra i partecipanti anche i seminaristi, impegnati accanto agli anziani della casa di riposo Cristo Re. «Un’esperienza di crescita umana e spirituale che rafforza la vocazione al servizio», sottolinea Cristiano Pani.
Il programma dedica spazio anche ai temi della pace e della cooperazione nel Mediterraneo. Oggi pomeriggio, alla Mediateca del Mediterraneo (MEM), l’incontro con l’arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi ha approfondito il ruolo dei giovani nella costruzione di ponti tra culture e popoli, con un confronto inserito nel percorso “Cagliari Città della Pace e del Mediterraneo”, progetto che promuove il dialogo e la collaborazione tra le diverse realtà del bacino mediterraneo.
Tra le testimonianze quella di Thea, giovane libanese del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo della CEI: «Il campo è molto più di un’esperienza di volontariato: è un’opportunità per costruire relazioni attraverso il servizio, linguaggio universale capace di unire persone diverse».
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