
L’aeroporto di Cagliari-Elmas | Foto Wikipedia
Slitta al 2027 lo stanziamento di 30 milioni di euro destinato alla rete degli aeroporti sardi e all’ingresso della Regione nella holding unica di gestione degli scali di Cagliari, Olbia e Alghero. La decisione della Giunta è emersa durante i lavori del Consiglio regionale sulla variazione di bilancio, attraverso un sub-emendamento all’articolo 4, dedicato al settore dei trasporti.
Il rinvio della posta finanziaria ha immediatamente riacceso il confronto politico in Aula. L’opposizione chiede infatti di utilizzare i mesi guadagnati per rivedere complessivamente l’operazione societaria e, soprattutto, gli equilibri tra componente pubblica e privata all’interno della futura holding.
«Abbiamo guadagnato sei mesi di serenità per il governo degli aeroporti sardi», ha commentato Umberto Ticca, dei Riformatori Sardi, secondo cui lo slittamento consente di evitare nell’immediato una pregiudiziale sulla manovra. Ma il rinvio, avverte, non deve diventare un’occasione persa.
«Ora però non sprechiamoli – ha aggiunto Ticca – e iniziamo un confronto perché questa operazione, così come impostata, non fa bene alla Sardegna». Il nodo principale, secondo il consigliere, riguarda il peso della componente pubblica, destinata a rimanere minoritaria nelle articolazioni della struttura societaria. Il rischio, sostiene, è che prevalgano «politiche di breve periodo per il profitto» rispetto a strategie di lungo periodo orientate all’interesse pubblico.
Durissimo anche il giudizio di Fausto Piga, di Fratelli d’Italia, che ha definito l’operazione «spericolata e scellerata». L’esponente dell’opposizione contesta in particolare la prospettiva di una progressiva riduzione del controllo pubblico sugli aeroporti.
«State impacchettando gli aeroporti per regalarli alla speculazione dei privati», ha attaccato Piga, sostenendo che, con il nuovo assetto, il fronte pubblico scenderebbe sotto il 50 per cento nonostante l’investimento regionale da 30 milioni.
Dubbi sull’operazione sono arrivati anche dai banchi della maggioranza. La capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, Maria Laura Orrù, ha parlato di una scelta destinata a incidere «sul modello di sviluppo della nostra isola per i prossimi decenni».
Orrù, intervenendo anche nella sua veste di sindaca di Elmas, ha sottolineato il valore strategico degli aeroporti per la Sardegna. Gli scali, ha ricordato, non sono soltanto infrastrutture economiche, ma garantiscono la mobilità dei cittadini e l’accesso a servizi essenziali che spesso si trovano al di fuori dell’isola.
Per questo, secondo Orrù, il futuro della rete aeroportuale non può essere affrontato esclusivamente attraverso una logica finanziaria o societaria. «La politica deve continuare a svolgere il proprio ruolo di indirizzo, mettendo al centro l’interesse generale», ha rimarcato.
La consigliera di maggioranza guarda con favore all’obiettivo strategico di costruire una vera rete aeroportuale sarda, ma solleva forti perplessità sull’assetto della holding. La questione centrale resta infatti il rapporto tra investimento pubblico e controllo effettivo della società: a fronte di un impegno economico significativo della Regione, il timore è che la governance possa rimanere sostanzialmente nelle mani dei privati.
Il rinvio al 2027 apre così una nuova fase di confronto politico. I sei mesi in più diventano il tempo a disposizione della Regione per ridefinire, o almeno verificare, un’operazione che coinvolge infrastrutture considerate strategiche per la mobilità dell’isola e per il suo sviluppo economico. Al centro della discussione non ci saranno soltanto i 30 milioni da investire, ma soprattutto il modello di gestione e il peso che il pubblico dovrà avere nelle decisioni sul futuro degli aeroporti sardi.S
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