
Rendere la sanità più vicina ai cittadini attraverso la trasformazione digitale dei percorsi assistenziali. È questo uno dei temi affrontati durante «Call to Action 2026», il convegno nazionale di Federsanità ospitato a Cagliari, dove istituzioni, manager sanitari ed esperti si sono confrontati su medicina di prossimità, gestione delle cronicità e innovazione organizzativa.
Tra le esperienze presentate a livello nazionale ha trovato spazio anche quella dell’ARNAS G. Brotzu, che ha illustrato un progetto dedicato alla digitalizzazione del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per la chirurgia bariatrica, sviluppato dalla SSD di Chirurgia dell’Obesità diretta dal dottor Giovanni Fantola.
Il progetto, intitolato «Digitalizzazione del PDTA obesità: l’applicazione dei principi TQM in una piattaforma integrata per la comunicazione efficace tra medici e pazienti», è stato realizzato da Martina Pusceddu, Luca De Prisco, Enrico Moroni, Francesca Coghe, Carla Ghiani, Margherita Ruiu, Maurizio Marcias, Giorgio Carboni e Giovanni Fantola.
Il PDTA rappresenta il percorso che accompagna il paziente in tutte le fasi della presa in carico, coordinando il lavoro di chirurghi, infermieri, dietisti, psicologi e medici di medicina generale. Spesso, però, questi documenti risultano di difficile consultazione per i pazienti, pur essendo fondamentali per gli operatori sanitari.
Da questa esigenza è nata l’idea di trasformare il percorso assistenziale in uno strumento digitale, semplice e facilmente accessibile, capace di guidare il paziente prima, durante e dopo l’intervento chirurgico.
Realizzato nel 2023 con il supporto della Struttura Qualità, Percorsi Assistenziali e Gestione del Rischio e con il contributo di tutti gli specialisti coinvolti, il nuovo PDTA è stato trasferito su una piattaforma web intuitiva e ricca di contenuti multimediali. Oltre alle informazioni sul percorso di cura, il sistema mette a disposizione video tutorial, podcast, materiali informativi e strumenti digitali dedicati all’educazione del paziente.
Anche i questionari utilizzati per raccogliere l’esperienza degli utenti sono stati completamente digitalizzati. Tra gli sviluppi futuri è prevista inoltre l’introduzione di una chat dedicata, che consentirà una comunicazione ancora più diretta tra il centro specialistico, i pazienti e i medici di medicina generale.
Il progetto si basa sui principi del Total Quality Management (TQM), modello organizzativo orientato al miglioramento continuo della qualità delle cure sia sotto il profilo clinico e organizzativo sia dal punto di vista dell’esperienza vissuta dal paziente.
Gli obiettivi sono concreti: migliorare la qualità dell’assistenza, ottimizzare prescrizioni e prenotazioni, ridurre gli errori amministrativi, limitare il ricorso ai cosiddetti “viaggi della speranza” verso strutture fuori dalla Sardegna e contrastare l’abbandono dei percorsi terapeutici.
Particolare attenzione è riservata anche all’educazione alimentare e all’aderenza alle terapie, grazie a contenuti che aiutano il paziente a comprendere ogni fase del trattamento e a partecipare in modo consapevole alle scelte riguardanti la propria salute.
La sperimentazione ha coinvolto un primo gruppo formato da dieci pazienti e cinque medici di medicina generale. I primi riscontri, seppure preliminari, evidenziano un elevato gradimento in termini di chiarezza delle informazioni, facilità di utilizzo della piattaforma e comprensione del percorso assistenziale, confermando come la digitalizzazione possa rappresentare uno strumento efficace per rafforzare il dialogo tra ospedale, territorio e cittadini.
Per l’ARNAS G. Brotzu, l’innovazione non consiste soltanto nell’introduzione di nuove tecnologie, ma nella costruzione di una sanità più accessibile, capace di comunicare in modo semplice e di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura, favorendo una partecipazione sempre più consapevole e attiva.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
