
Un mezzo del Corpo forestale
Sono circa 500 gli incendi registrati in Sardegna dall’inizio dell’anno, in larga parte roghi di stoppie e sterpaglie favoriti dall’abbondante crescita della vegetazione dopo le ingenti piogge dei mesi scorsi. Un avvio di campagna antincendio definito «impegnativo» dal Corpo Forestale regionale, che sta monitorando con particolare attenzione il territorio.
A tracciare un primo bilancio è il comandante del Corpo Forestale Gianluca Cocco, audito in commissione Governo del territorio nell’ambito del disegno di legge sulle sanzioni ai piromani. «Registriamo numerosi incendi soprattutto nel Cagliaritano e su terreni agricoli incolti», ha spiegato, sottolineando come non si tratti prevalentemente di roghi boschivi. Secondo Cocco, infatti, la media complessiva risulta al momento inferiore rispetto a quella degli ultimi dieci anni.
Alla base del fenomeno, secondo l’analisi del Corpo Forestale, vi sarebbe anche l’abbandono delle campagne. «Più le campagne sono curate e più si riesce a prevenire gli incendi. La cura del territorio è la migliore prevenzione possibile», ha affermato il comandante, richiamando l’importanza della gestione attiva delle aree rurali.
Sul fronte operativo, il primo Canadair è stato schierato a Olbia lo scorso lunedì, mentre altri due mezzi arriveranno il primo luglio, sempre con base nel nord dell’Isola. Una scelta logistica confermata anche per il 2026. «C’è un’economia di scala da considerare», ha spiegato Cocco, evidenziando la necessità di garantire la rotazione dei piloti.
In caso di incendi nel sud Sardegna, il tempo di intervento dei mezzi aerei può essere più lungo, ma il sistema regionale si affida inizialmente alla flotta di elicotteri. «Sono in grado di intervenire in pochissimi minuti, al massimo quindici», ha precisato il comandante, ricordando la capillarità del dispositivo antincendio.
Nel corso dell’audizione è stato affrontato anche il tema delle sanzioni. La proposta è quella di modulare le pene, distinguendo tra chi provoca incendi dolosamente o colposamente e chi non attua adeguate misure di prevenzione. Le sanzioni più pesanti, che possono arrivare fino a 50.000 euro, resterebbero per i casi più gravi.
Infine, il problema degli organici. Il Corpo Forestale conta circa mille unità, ma soffre una carenza di personale. È in corso un concorso per dirigenti, ufficiali e agenti, con una graduatoria già definita nella prima fase. «Nei prossimi anni ci sarà un ricambio significativo», ha concluso Cocco, ricordando anche la presenza in Sardegna di circa 600 direttori delle operazioni di spegnimento, elemento che garantisce una forte capacità di intervento sul territorio.
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