
Un camion in porto
Al convegno dei Riformatori a Cagliari, «Quanto ci costa vivere in Sardegna?», è emerso il divario legato all’insularità.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato che le imprese sarde sostengono costi superiori del 34% rispetto al continente, con effetti diretti sulla competitività del sistema economico-produttivo. Michele Cossa ha ricordato che l’insularità è una condizione strutturale da correggere, richiamando la riforma dell’articolo 119 del 2022, che prevedeva meccanismi compensativi ancora oggi non pienamente operativi.
Per Andrea Giuricin il +34% include gli effetti del sistema europeo ETS di scambio delle emissioni e soprattutto i maggiori costi logistici e di trasporto che gravano su imprese e filiere.
Barbara Manca ha citato uno studio CIREM che stima in circa 660 milioni di euro l’anno i costi complessivi del trasporto di merci e passeggeri in Sardegna, tra collegamenti marittimi e trasporto su gomma.
Pigliaru ha indicato il modello della Corsica, che grazie a un’intesa con Bruxelles ha ottenuto strumenti di aiuto pubblico per sostenere la continuità territoriale e contenere le tariffe nel trasporto delle merci.
Salaris ha chiuso i lavori sottolineando la necessità di tradurre questi dati in una programmazione regionale e nazionale capace di ridurre in modo strutturale lo svantaggio competitivo dell’Isola in particolare attenzione a energia e logistica.
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