PAPA LEONE XIV

«Invocare la pace», gli appelli di Leone XIV sui conflitti nel mondo In questi mesi il Pontefice ha invitato più volte leader e cittadini a dialogo, mediazione e fraternità

foto https://www.tgcom24.mediaset.it/

In dieci mesi di pontificato, Papa Leone XIV ha dedicato numerosi appelli alla pace, esprimendoli in messaggi, catechesi, udienze generali, incontri istituzionali, Angelus, omelie e colloqui con giornalisti. Il Pontefice ha invitato leader politici, religiosi e cittadini a evitare la divisione e a costruire la concordia tra i popoli.

Domenica scorsa, da una parrocchia romana, il Papa ha ribadito: “La violenza non è mai la scelta giusta” e ha sottolineato che stabilità e pace si costruiscono solo attraverso un dialogo responsabile, non con minacce o armi. Ha richiamato la necessità della diplomazia per il bene comune e per evitare “una voragine irreparabile”.

All’inizio della Quaresima, Leone XIV ha parlato del senso di “sentirsi popolo” non in modo nazionalistico, ma in comunione e fratellanza, evidenziando che il futuro risiede nel rispetto reciproco e nella pace tra le nazioni. Il Pontefice ha condannato la corsa agli armamenti e le strategie militari che fomentano conflitti, invitando a coltivare dialogo e mediazione, anche in aree come Medio Oriente, Ucraina e Africa.

Durante il Giubileo della Diplomazia e in diversi viaggi apostolici, il Papa ha ricordato che “le armi uccidono, la mediazione e il dialogo edificano” e ha invitato a educare il cuore alla pace. Ha ribadito che la pace non è un’utopia, ma un percorso concreto che nasce dall’incontro con Dio e dalla riconciliazione tra le Chiese.

Nel corso di questi ultimi mesi Leone XIV ha inoltre condannato l’uso della religione per giustificare le guerre e ha sottolineato il ruolo dei giornalisti nella denuncia dei conflitti, chiedendo la liberazione dei reporter imprigionati.

 A ottant’anni dai bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, il 6 agosto scorso il Papa pronunciava un duro monito contro la “devastazione” nucleare. Ha sottolineato che la pace è possibile se perseguita con impegno, dialogo e responsabilità morale: “La Santa Sede è a disposizione perché i nemici si incontrino e si guardino negli occhi. Col cuore in mano, dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo”.


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