
La presentazione nei giorni scorsi (foto Ufficio stampa)
Fine settimana all’insegna del patrimonio romanico in Sardegna. Sabato 3 e domenica 4 ottobre tornano “Le Giornate del Romanico”, iniziativa inserita nel programma “Italia Romanica”, con la Sardegna capofila insieme a Piemonte e Lombardia.
Sei le località coinvolte in questo primo appuntamento: Banari, Oschiri, Orotelli, Silanus, Zeddiani, Villa San Pietro e Pula, con aperture straordinarie e visite guidate gratuite.
Nel nord dell’Isola, a Banari sarà visitabile domenica la chiesa di Santa Maria di Cea, mentre a Oschiri apriranno le porte le chiese di Nostra Signora di Castro e San Demetrio. Nel Nuorese appuntamento a Orotelli con la chiesa di San Giovanni Battista e a Silanus con il complesso archeologico di Santa Sabina.
Nell’Oristanese, a Zeddiani sarà possibile visitare la chiesa di Sant’Antonio di Cellevane, oggi intitolata alla Madonna delle Grazie, nell’ambito dell’iniziativa “Zia Veronica. Colori e Radici 2026”.
Nel sud Sardegna, invece, protagoniste Villa San Pietro, con la chiesa dedicata a San Pietro, e Pula, dove sarà aperta la storica chiesa di Sant’Efisio, affacciata sul mare.
L’edizione 2026 sarà anticipata oggi, venerdì 2 ottobre, dalla firma a Bergamo dell’atto costitutivo del GECT, il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale che coinvolge Sardegna, Lombardia e Baden-Württemberg nella promozione del patrimonio romanico.
Un progetto che punta dunque a valorizzare e far conoscere il patrimonio storico, artistico e religioso romanico, attraverso aperture, visite guidate e iniziative nei territori.
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