Le proposte

Libro Verde Cisl presentato a Nuoro, Ledda: «Serve maggiore programmazione» Le parole del segretario generale regionale della Cisl ai microfoni di Radio Kalaritana

Il segretario della Cisl Pier Luigi Ledda | Foto Facebook CISL sarda

È passato anche da Nuoro il percorso di presentazione del Libro Verde della Cisl, progetto che mette al centro sul piano nazionale un nuovo Patto sociale e su quello regionale l’obiettivo di «Tornare a costruire il futuro». Sull’incontro di Nuoro e sulle idee all’interno del Libro Verde è intervenuto ai microfoni di Radio Kalaritana, durante il programma Kalaritana Oggi, il segretario generale regionale della Cisl Pier Luigi Ledda.

«Come Cisl abbiamo elaborato una visione complessiva di quello che è il nostro Paese, di ciò che serve per rilanciare la qualità della vita delle persone in Italia, ma anche in Sardegna. Lo abbiamo fatto stabilendo che il nostro interesse è incontrare le persone per presentare un lavoro articolato, che contiene più di 120 proposte. A Nuoro – ha specificato Ledda – abbiamo riflettuto sul significato dell’abitare nelle zone dell’interno, dove oltre ai problemi di sviluppo economico le persone hanno a che fare con diverse altre questioni che pesano nella quotidianità: nella sanità, nella scuole e sulle opportunità per le persone, che si aspettano di vedere risposte alle loro domande».

Nuorese che, secondo il quadro stilato dalla Cisl, vive un paradosso che richiama alla necessità di formazione tra i più giovani e non solo. Secondo i dati, il territorio mette in luce segnali di vitalità imprenditoriale, dall’altra invece evidenzia difficoltà strutturali che continuano a frenare lo sviluppo. Nel primo trimestre del 2026 la natalità delle imprese provinciali è cresciuta del 10,7%, ma il 48,8% delle assunzioni programmate risulta di difficile reperibilità.

«L’economia e le imprese si adattano anche rapidamente ai cambiamenti, però poi occorre che si creino per le persone le condizioni per poter partecipare al mondo del lavoro. Il Libro verde affronta la questione, parlando della necessità da una parte di programmare la formazione dei lavoratori e dall’altra propone di accompagnare lungo tutto l’arco della vita i lavoratori con processi formativa per consentir loro di cogliere le diverse opportunità nel corso del tempo. Già oggi ci sono delle competenze scarsamente presenti, come nel campo della sanità, perché è mancata la programmazione: occorre organizzarsi e ragionare in termini di preparazione alle trasformazioni che il mondo del lavoro presenta continuamente».


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