
L’invaso di Maccheronis, nel territorio di Torpè, è sceso sotto i 2,2 milioni di metri cubi, circa il 10% della capacità. Il Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale ha disposto lo stop immediato alla distribuzione dell’acqua per uso irriguo, su indicazione dell’Agenzia del Distretto Idrografico della Sardegna.
L’acqua rimasta dovrà essere preservata per gli usi civili e potabili e per l’abbeveraggio del bestiame. Possibili deroghe, su richiesta, per serre, vivai e frutteti specializzati. In caso di ulteriore peggioramento, si arriverà alla chiusura totale delle reti irrigue.
Il livello dell’invaso rischia inoltre di compromettere l’alimentazione a gravità del potabilizzatore di Torpè. Il Consorzio sta quindi preparando un sistema provvisionale per sollevare l’acqua dal fiume Posada, con tempi di attivazione stimati in circa dieci giorni.
I Comuni sono invitati a limitare i consumi e vietare gli utilizzi non essenziali. Il presidente del Consorzio, Ambrogio Guiso, rilancia infine la necessità di un nuovo invaso: «Non possiamo continuare a sperare nelle piogge», afferma, indicando nella diga di Abba Luchente una possibile soluzione.
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