Portare la salute mentale fuori dalle strutture e promuovere una cultura dell’inclusione attraverso la partecipazione della comunità. È questo l’obiettivo di “Matto come un cavallo”, l’iniziativa promossa dalla cooperativa Pantarei Sardegna, in programma a Cagliari fino al 17 ottobre.
Al centro del progetto c’è Marco Cavallo, la grande scultura azzurra legata alla storia della riforma psichiatrica italiana e all’esperienza di Franco Basaglia. Alta quasi quattro metri, la scultura viaggia in diverse città italiane per diffondere un messaggio di diritti, inclusione e contrasto alle disuguaglianze.
Come ha spiegato Marta Chessa, vicepresidente della cooperativa Pantarei Sardegna, Marco Cavallo non rappresenta soltanto un simbolo, ma racconta una storia di lotta per il riconoscimento della salute mentale come bene comune e collettivo.
L’iniziativa coincide con la Giornata mondiale della salute mentale, celebrata il 10 ottobre, e con il ventesimo anniversario della cooperativa. Il trasferimento della scultura è sostenuto dalla Fondazione di Sardegna.
«Ci è sembrato bello regalare alla città quello che per noi è il simbolo del lavoro di comunità», ha raccontato Chessa, sottolineando l’importanza delle relazioni per contrastare la solitudine e l’isolamento. Un approccio che mette al centro le persone e il loro rapporto con la comunità, andando oltre la dimensione della diagnosi.
Il programma prevede azioni urbane partecipate, spazi di ascolto e pannelli sui quali i cittadini possono lasciare pensieri e messaggi destinati a Marco Cavallo. Tra i luoghi coinvolti figurano piazza Yenne, piazza Costituzione e piazza Garibaldi, con appuntamenti distribuiti nel corso delle giornate.
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