L'allarme

Monastir, ancora alta la tensione nel centro migranti dopo l’aggressione Non si placano le polemiche in seguito al pestaggio di uno straniero nei parcheggi del centro commerciale, protesta e danneggiamenti nella struttura. I sindaci chiedono un rafforzamento della sicurezza

L’hotspot di Monastir

Serata di tensione, sabato notte, nel Centro di accoglienza e Hotspot di Monastir. La struttura è stata teatro di una protesta dopo l’aggressione di un giovane straniero nei parcheggi del centro commerciale di San Sperate. Il cittadino, rientrato nella struttura intorno alle 22 con il volto insanguinato, avrebbe raccontato di essere stato aggredito da un gruppo di cittadini di Sestu.

La notizia ha fatto rapidamente crescere la tensione tra gli ospiti. In pochi minuti alcuni migranti hanno lanciato sassi contro il gabbiotto all’ingresso del centro e sono entrati negli uffici, provocando danni a porte, vetrate e computer.

Un episodio che riaccende le preoccupazioni delle amministrazioni locali sul clima attorno alla struttura e sulla necessità di garantire maggiore sicurezza nel territorio.

La sindaca di Monastir, Paola Ugas, chiede un intervento dello Stato e un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine. «Chiediamo ancora una volta allo Stato di intervenire rafforzando la presenza delle forze dell’ordine nel territorio, per questo, venerdì scorso, abbiamo formalmente chiesto alla Questura il ripristino e il potenziamento del presidio mobile di Polizia nel centro abitato», afferma.

Preoccupazione viene espressa anche dal sindaco di Sestu, Michele Cossa, che sollecita un’azione coordinata tra le istituzioni. «Quanto sta accadendo attorno al Centro di Monastir continua a destare fortissima preoccupazione. Occorre un’azione istituzionale congiunta e immediata, prima che la situazione degeneri ulteriormente», sottolinea.

Per Cossa, «Sestu, Monastir e i Comuni vicini non possono essere lasciati soli». Il sindaco chiede quindi un intervento coordinato di Prefettura, forze dell’ordine e amministrazioni locali, indicando come priorità il ripristino di «sicurezza e serenità» prima che la situazione possa produrre conseguenze più gravi.


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