INTEGRAZIONE

«Mondo in Sardegna», tre giorni di dialogo e confronto tra le comunità Dal 19 al 21 giugno all’Ex Vetreria di Pirri conferenze, laboratori e la firma del Patto di Cagliari per le Diaspore. Obiettivo: promuovere integrazione, partecipazione e conoscenza reciproca

Dal 19 al 21 giugno l’Ex Vetreria di Pirri ospiterà la prima edizione di “Mondo in Sardegna”, manifestazione internazionale e interculturale promossa dal Coordinamento Diaspore in Sardegna per favorire la conoscenza reciproca, il dialogo tra comunità e la partecipazione delle persone con background migratorio alla vita sociale, culturale ed economica dell’isola.

A presentare l’evento sono stati il vicepresidente Felix Adandedjan, il presidente eventi e segretario generale Claudio Puddu e la tesoriera Rana Jammoul.

«Abbiamo tutti e cinque i continenti all’interno del Coordinamento e siamo qui in Sardegna. Vogliamo portare il nostro contributo e non essere sempre oggetto di discussione, ma protagonisti», ha spiegato Adandedjan.

Al centro dell’iniziativa c’è il tema della conoscenza reciproca come strumento di integrazione. «Solo quando incontri l’altro e dialoghi con lui scopri che esistono punti in comune e diventa più facile costruire qualcosa insieme», ha sottolineato.

Il programma prevede conferenze, tavole rotonde, talk, mostre e laboratori dedicati alle tradizioni culturali dei diversi continenti rappresentati nel Coordinamento. L’obiettivo è creare spazi di confronto tra istituzioni, mondo accademico, associazioni e comunità, favorendo percorsi condivisi per il futuro.

Accanto agli incontri tematici troveranno spazio esposizioni di oggetti e abiti tradizionali, testimonianze personali e laboratori artigianali.

Tra i temi in discussione figurano cittadinanza attiva, cooperazione internazionale, dialogo interculturale, imprenditoria diasporica, diritto all’istruzione e accesso al lavoro, questioni ancora centrali per molte persone migranti.

«Il confronto ci aiuterà sicuramente a eliminare gli stereotipi tra le comunità», ha affermato Rana Jammoul. «Ancora oggi combattiamo per due diritti molto importanti: il diritto all’educazione e il diritto al lavoro. Se non diamo alle persone la possibilità di formarsi e di accedere a opportunità lavorative dignitose, continueremo ad avere difficoltà nell’affrontare questi temi».

L’evento si inserisce nel percorso portato avanti dal Coordinamento Diaspore in Sardegna, che negli ultimi anni ha rafforzato la collaborazione con istituzioni, amministrazioni locali e realtà del territorio. Puddu ha evidenziato come il fenomeno migratorio interessi ormai tutta l’isola: «Anche il comune più piccolo dell’isola ha cittadini di origine straniera o con un background migratorio. Per questo è fondamentale creare occasioni di conoscenza tra le persone e sviluppare programmi che favoriscano una maggiore integrazione».

Tra i momenti principali ci sarà la presentazione e la firma simbolica del Patto di Cagliari per le Diaspore, documento che punta a istituire un tavolo permanente di confronto tra comunità diasporiche, istituzioni e soggetti impegnati nelle politiche di inclusione.

«Si tratta di un documento pragmatico che impegna i firmatari a partecipare a un tavolo permanente sulle diaspore e a valorizzare il lavoro di rete», ha spiegato Adandedjan. Il patto sarà sottoscritto dalle comunità aderenti al Coordinamento, da altre realtà diasporiche e dalle istituzioni attive nel campo dell’inclusione.

Come ricordano gli organizzatori, “Mondo in Sardegna” nasce in continuità con la prima Conferenza sull’Immigrazione organizzata a Olbia nel 2025, da cui sono scaturiti progetti sostenuti dalla Regione Sardegna.

L’apertura dei lavori sarà affidata all’assessora regionale alle Politiche del Lavoro, Desirè Manca, mentre la chiusura vedrà la partecipazione dell’arcivescovo monsignor Baturi, a testimonianza del coinvolgimento delle istituzioni civili e religiose in un percorso orientato alla coesione sociale e all’inclusione.

Per tre giorni l’Ex Vetreria di Pirri diventerà un luogo di incontro tra culture, esperienze e percorsi di vita differenti, con l’obiettivo di trasformare il dialogo in uno strumento concreto di partecipazione e crescita condivisa.


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